TEMPO DI BITCOIN. SARANNO QUOTATI IN BORSA A CHICAGO DA DICEMBRE

DI CECILIA CHIAVISTELLI


La valuta digitale vola sempre più alto. Continua a battere tutti i record. Ha già superato gli 8.000 dollari e nella seconda settimana di dicembre, la Chicago Mercantile Exchange , il gruppo CME, che gestisce la più grande borsa a termine del mondo, inizierà a offrire contratti futures per bitcoin.
Secondo Reuters in otto giorni il prezzo della moneta digitale è aumentato di quasi il 50%.
Anche se alcuni economisti giudicano la crescita della moneta in fase calante, dopo un salto di oltre il 700% in undici mesi, Wall Street continua a crederci e il bitcoin cresce. Il troppo interesse che si è creato intorno al bitcoin, e in generale verso le monete virtuali, ha modificato la sua solidità rendendola più instabile negli ultimi tempi, tanto da far pensare a una bolla speculativa.

Nata nel 2009, all’inizio voleva essere un’alternativa alle varie valute ufficiali, nel tempo ha conquistato la prima posizione come valuta cibernetica leader universale. Il meccanismo è generato da una rete di computer con software specializzati che rilasciano costantemente nuove monete a un ritmo lento. L’idea più grande è stata quella di costruirla senza nessuna influenza, né dei governi né delle banche centrali. Gli ultimi bitcoin saranno emessi intorno al 2140.
La moneta digitale, che nella vita reale è impossibile da usare, sta facendo parlare di sé, nel mondo della finanza.
Si infittiscono le dichiarazioni dei grandi gruppi finanziari.
Due colossi, tra le banche d’affari, la Goldman Sachs Group e Citigroup Bank Managers hanno deciso di esplorare i criptoscopi e la tecnologia blockchain che sembra rappresentare la soluzione a tutti i problemi. Il blockchain è un database pensato per i soldi e tante industrie stanno valutando di applicare questa tecnologia al loro business. Come per la musica in streaming, per esempio, o l’istruzione e la sanità. Jamie Dimon il capo della banca JPMorgan Chase & Co, ha giudicato la moneta una frode e dichiarato che chi, tra i suoi dipendenti, specula con i bitcoin rischia il licenziamento.
Ulrich Stephan, capo degli investimenti stratega alla Deutsche Bank, ha messo in guardia contro gli investimenti nel bitcoin: “Non lo consiglierei agli investitori ordinari. Questa valuta non è regolamentata e subisce fluttuazioni eccessive”.
Qualcuno avverte come una minaccia per l’economia, con effetti negativi sulla stabilità dell’intero mercato azionario, il fatto che La Borsa di Chicago negozierà bitcoin.

A una conferenza a Londra, organizzata da Reuters, Luke Ellis, direttore esecutivo della britannica Man Group, che gestisce asset di investitori per oltre 100 miliardi di dollari, esterna la sua preoccupazione: “Le valute digitali sono molto interessanti. Al momento non sono uno degli strumenti di investimento, ma il sistema potrebbe cambiare”, sottolineando che i futures della CME potrebbero essere il fattore scatenante dell’investimento in bitcoin.
Il capo di Interactive Brokers, Thomas Péterffy la settimana scorsa ha comprato una pagina del Wall Street Journal per esprimere la sua preoccupazione. In una lettera ha scritto. “L’abilitazione di futures su Bitcoin e altri prodotti in criptovaluta insieme ad altre borse valori, nel caso di grandi movimenti di prezzo potrebbe destabilizzare l’intero processo dell’economia reale, perché gli scambi avvengono in grandi proporzioni con prodotti chiave come il petrolio, prodotti agricoli e oro, e indici azionari”.