JOHN GAMBINO, CAPO MAFIA AMERICANO, È MORTO

DI CECILIA CHIAVISTELLI


Gambino, il protagonista di traffici e crimini di mafia, tra Italia e Stati Uniti, è morto nel silenzio stampa, a differenza di Riina dove la notizia della sua morte era su tutti i giornali. Gambino ha preceduto di un giorno il capo dei capi nel suo passaggio all’aldilà, il 16 novembre, ma come il troppo noto mafioso di casa nostra ha ricevuto tanti onori sul web. Su internet, un sito mostra la foto di Gambino, deceduto, dove è possibile fare delle offerte alla sua memoria, donargli un fiore o accendere una candela.
John Gambino nacque a Palermo il 22 agosto 1940. La sua storia, come affiliato alla cosca Passo di Rigano, inizia prima della sua partenza da Palermo alla volta dell’America, nel 1962. Si stabilì nel New Jersey, a Brooklyn, dove nel suo bar gestiva l’ attività di distributore di droghe che suo cugino, Salvatore Inzerillo, spediva dalla Sicilia. La cosca Gambino diventò una delle famiglie più potenti. Il suo nome si trovava puntualmente in tante inchieste per traffico di droga e per situazioni mafiose. Una di queste fu durante il falso sequestro del bancarottiere Michele Sindona che per cento giorni fu nascosto in Sicilia sotto il nome di Joseph Bonamico. Tutto fu svelato dal diretto interessato nell’ottobre del 1979, ma a organizzare il “sequestro” fu Gambino insieme ad altre importanti famiglie mafiose, tra cui gli Inzerillo e gli Spatola. Partendo da questa indagine gli inquirenti arrivarono a scoprire un traffico di droga che veniva diffuso attraverso delle pizzerie e denominato per questo “pizza connection”.
Ma la sua carriera mafiosa continua. Nel 1988 John Gambino fu arrestato durante l’operazione antidroga “Iron Tower”, coordinata dai procuratori Rudolph Giuliani e Giovanni Falcone.

Dopo aver scontato una condanna nel 1993, ha vissuto a Staten Island, e caso insolito per un mafioso, è morto nel suo letto, circondato dall’affetto della sua famiglia.