STO PENSANDO A EUGENIO SCALFARI

DI ALBERTO BENZONI


La distruzione della sinistra nel nostro paese ha avuto molti complici attivi o inconsapevoli. Ma è da almeno da quasi quarant’anni che trova la sua principale fonte d’ispirazione in Repubblica e nel suo fondatore.
Suo il sogno di governi tecnici retti da esperti e liberi dai condizionamenti della politica politicante. Sua la contrapposizione farlocca tra società civile e società politica. Sua, ancora, la scelta dei socialisti e di Craxi come capri espiatori di una corruzione divenuta sistemica. Sua la polemica contro le imprese a partecipazione statale. Suo soprattutto il patto faustiano offerto alla dirigenza post berlingueriana del Pci/Pds: rinunciare al suo passato e alla sua anima in cambio della sua promozione a guardiano del sistema. Suo l’europeismo senza se e senza ma. Suo un antiberlusconismo tutto basato sulle magagne del personaggio ma non sulle sue scelte politiche ed economiche. Sua, infine, l’esaltazione dei governi accompagnato dal crescente disprezzo per il popolo bue e per lo stesso suffragio universale.
Invecchiando, però, si diventa sempre più incontinenti. e non solo in senso fisico.
Un esempio clamoroso di questa infelice condizione è stata l’indicazione di voto nelle recente trasmissione di Floris. Sollecitato a rispondere su di una ipotetica scelta tra Berlusconi e De Maio in vese di presidenti del consiglio si è precipitato ad indicare il suo apprezzamento per il politico saggio e sperimentato contrapposto al salto nel buio verso il grillino ignorante e populista.
Nulla lo obbligava a questo vero e proprio sbracamento. Poteva rispondere che, nel quadro del Rosatellum ( e di qualsiasi altro sistema a base proporzionale) il M5S non aveva alcuna possibilità di essere maggioranza di governo; e che quindi il quesito di Floris era improprio. Poteva rifiutare di scegliere tra “la peste ed il colera”. Poteva ricordare già che c’era che in pista c’erano anche il Pd e Renzi; esaltati senza ritegno appena qualche tempo fa.
Poteva. Ma non ha voluto. Perché è l’esemplare, forse personalmente il più odioso di quelle èlites nostrane ed europee, produttrici a getto continuo di pronostici sbagliati e di consigli non richiesti ma incrollabili nel rivendicare la loro condizioni naturali di superiorità e il loro sconfinato disprezzo per noi poveri mortali e per quel suffragio universale, estremo ricorso della democrazia.

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