DI NUOVO GRANDE COALIZIONE IN GERMANIA? MA LA MERKEL CADE IN PIEDI

DI ALBERTO TAROZZI

Mai dire mai, in politica, neppure in Germania. Una volta fallito il tentativo di un governo tra Democristiani, Verdi e Liberali ritorna l’ipotesi che fino a ieri veniva rifiutata dagli interessati. Quanto meno si riprende a parlare di Grande Coalizione tra la Cdu della Merkel e i socialdemocratici dell’Spd.

Rispetto alle alleanze del passato, una differenza fondamentale: questa volta il risultato delle urne aveva per l’appunto suscitato un perentorio no al ripetersi dell’esperienza da parte, in primo luogo, del leader dell’Spd Martin Schulz, che peraltro anche in precedenza non era parso tanto di quell’opinione.
Con la Merkel? Mai e poi mai, aveva sentenziato Martin, intenzionato a candidarsi alla Segreteria del suo partito e anche per questo pronto a giurare di non voler replicare il disastro delle ultime elezioni. Un fallimento storico attribuito a un’esperienza di governo in comune con tanto di ”bacio della morte” che la Cancelliera aveva rifilato al partner di governo, prendendosi i meriti dei successi economici e scaricando sulla Spd i mali di pancia dell’elettorato conservatore sul tema delle migrazioni.

Ma dopo quel no era giunto il richiamo del Presidente della Repubblica Steinmeier (Spd) che, più regale di Napolitano, aveva praticamente intimato a Schulz di farsi carico dei problemi di un paese che non poteva reggere le incertezze di nuove elezioni o di un governo di minoranza.

In risposta al Presidente, il No di Schulz si trasforma in Nì e la Merkel riapre la trattativa con lui.

Come finirà questa storia? L’arcano ci sarà svelato solo nel prossimo anno, ma fin da ora ci sono possibilità in due direzioni.

Da un lato una “avanti tutta” dell’Spd che, per evitare di essere fatta arrosto in un governo in cui le sarebbero scaricate addosso tutte le responsabilità, ma all’interno del quale non conterebbe nulla, potrebbe chiedere Ministeri importanti, come la salute o le finanze.
D’altro lato la richiesta opposta. Quella di rimanere fuori da un governo che l’Spd appoggerebbe solo esternamente, con la garanzia che la Cdu non governerebbe da sola, ma alleata coi Verdi, riducendo così la propria egemonia.

Certo è che Angela Merkel non è disposta a cedere in nessuna direzione: ha già detto che dopo l’insuccesso elettorale Schulz non può pretendere più di tanto.

Quanto ai Verdi, sempre meglio averli come alleati, contando su di una loro componente realpolitika, piuttosto che avere a che fare con gli scorbutici Liberali, falchi della finanza. Anche se, proprio ieri, la Germania ha consentito, col proprio voto determinante, una proroga, nella Ue, all’uso dei glifosati, pesticidi ritenuti forse cancerogeni. Accontentati gli agricoltori democristiani bavaresi che devono esaurire le scorte, su tutte le furie i Verdi, in tutte lel oro componenti.

Comunque sia c’è da ritenere che, se anche la Merkel non avrà i poteri di un tempo, si potrà sempre dire che è caduta in piedi.