LA CARNEFICINA IN SINAI NON C’ENTRA CON L’ARRETRAMENTO DELL’ISIS

DI LORETTA NAPOLEONI

Ciò che colpisce leggendo i commenti relativi all’ennesimo attacco terrorista a Bir al-Abed nel Sinai settentrionale è l’assenza della storia. Come se la strage di Bologna o il rapimento Moro ci fossero stati raccontati come avvenimenti tragici a se stanti, completamente sconnessi con gli eventi che li hanno preceduti. Così facendo, gli ‘esperti’ interpellati dalla stampa internazionale sull’attacco contro la moschea sufista Al-Rawda, sciorinano le più variegate ed assurde interpretazioni del tipo: adesso che in Siria ed Iraq il Califfato non c’è più i vari gruppi a questo affiliati si contendono la leadership mondiale a colpi di centinaia di morti ammazzati negli attentati; ed ancora: i servizi di sicurezza egiziani non vogliono cooperare con gli americani per applicare una strategia sul campo simile a quella sperimentata in Iraq ecco perché la situazione nel Sinai gli sta sfuggendo di mano.

Gli artefici dell’attentato alla moschea Al-Rawda erano con molta probabilità membri di Ansar Bayt al-Maqdis (ABM – Ansar Gerusalemme – Champions of Gerusalemme), che nel 2015 ha cambiato il nome in al-Wilayat Sinai (Provincia del Sinai) quando ha abbandonato l’alleanza con al Qaeda e si è sottomessa al potere di al Baghdadi, il califfo dello Stato Islamico. ABM esisteva ben prima dell’avvento dell’Isis ma pochi se lo ricordano ed ancor meno ne sono a conoscenza.

Nel 2014 Ansar Bayt al-Maqdis lanciò un attacco suicida nel Sinai settentrionale dove morirono 33 soldati egiziani. Al-Sisi dichiarò subito lo stato d’emergenza e disse che la guerra nel Sinai sarebbe durata a lungo dal momento che la penisola brulicava di terroristi. Da allora, le forze armate egiziane hanno attaccato nella regione numerose postazioni sospettate di essere basi dei jihadisti, spesso senza prove concrete. Una politica il cui scopo era terrorizzare la popolazione locale per stanare i jihadisti. I critici di Al-Sisi l’hanno definita la “politica della terra bruciata” perché ha inimicato le tribù beduine del Sinai settentrionale, incoraggiandone i membri a sostenere i gruppi jihadisti. In altre parole invece di fiaccare gruppi come ABM li ha resi più popolari.

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