PASCAL PERSIANO IN LOTTA CONTRO EQUITALIA, MA NON E’ UNA FICTION

DI RENATA BUONAIUTO

Molti di noi almeno una volta nella vita abbiamo ricevuto “missive” dall’Agenzia dell’Entrate, meglio conosciuta come Equitalia. Riceverle generalmente provoca agitazione e preoccupazione anche perchè spesso sono ingiuste o quanto meno discutibili, solo che valutarle ed eventualmente contestarle non è un’impresa facile.
Oltre a dover effettuare file agli sportelli chilometriche, occorre anche tanta competenza, pazienza e non è detto basti.
Si moltiplicano ogni giorno segnalazioni di onesti cittadini, imprenditori, commercianti che denunciano lo stato di povertà, in cui sono finiti per via di una cartella esattoriale. E’ il caso di Mario, ex agente di commercio, che si è visto lievitare il debito per contributi non versati fino ad una iperbolica cifra di 67mila euro o di Luca che per aver omesso una documento ha visto rigettare la sua richiesta di rateizzazione.
Ed è il caso anche di Pascal Persiano, attore ed ex calciatore.
Pascal nasce a Salerno nel novembre del 1960. Si avvicina giovanissimo al calcio, milita in serie D poi in C proprio con la Salernitana ma, un brutto infortunio spezza i suoi sogni, quindi si trasferisce a Roma e qui si diploma alla scuola teatrale “Fersen”.
Comincia la sua carriera artistica, prima come modello, poi come attore di fotoromanzi, quindi il teatro, la televisione il cinema. “La dolce casa degli orrori”, “Un caso di coscienza”, “La squadra” titoli che, alla luce di quanto ha denunciato ultimamente, sembrerebbero profetici.
Da circa 10 anni infatti l’attore si dichiara perseguitato da “macroscopici errori”. Nel gennaio del 2006, gli viene notificato un accertamento dall’Agenzia delle Entrate, per una presunta evasione fiscale di 80mila euro relativa all’anno 2000. L’atto viene impugnato e dimostrata l’inesattezza della diffida, Pascal vince in primo grado ma, siamo solo all’inizio di questa tragica e stressante avventura.
Dopo soli pochi mesi, arriva un’intimazione al pagamento di una cartella questa volta relativa al 1999 e per una cifra di 94.600 euro, solo che in questo caso non è preceduta dalla notifica.
Persiano decide di impugnarla, scoprendo tra l’altro innumerevoli inesattezze e incongruenze, si attiva quindi sporgendo denunce presso i carabinieri della stazione Roma-San Giovanni e presso la Procura stessa.
“La dolce casa degli orrori”, però non intende fermarsi lì ed ecco arrivare ancora un’intimazione al pagamento questa volta relativa al 1998 la cifra reclamata: 101 mila euro.
Manca ancora una volta la notifica, impossibile da parte dell’attore, dimostrare l’inesattezza della richiesta. La battaglia che al momento lo vede perdente per due gradi di giudizio, non troverà fine se non che in Cassazione per la quale è in attesa di convocazione.
Intanto Pascal, è in cura da uno psicologo, ha ipotecato la casa per 400 mila euro, è riuscito a liberare, solo da poco, dal fermo amministrativo la sua auto e dichiara:
“Ancora oggi mi sveglio di soprassalto alle tre di notte e vado a rileggere le carte. Se non avessi avuto vicino la mia famiglia, l’avrei già fatta finita…ora comprendo, tutti quei piccoli imprenditori che, attaccati dal fisco nei loro beni, hanno preferito togliersi la vita”.
Pascal Persiano tornerà a breve sui grandi schermi con il film horror: “Notte Nuda”, il lavoro, la famiglia riusciranno a sostenerlo anche nei momenti di sconforto ma non dimentichiamo che tanti invece non ci sono riusciti e che schiacciati dal peso della vergogna, della disperazione, della depressione hanno deciso di farla finita.
“Un caso di coscienza” che forse dovrà prima o poi chiedersi anche Equitalia.