FAKE NEWS USATE PER ABBINDOLARE I CITTADINI

DI FRANCESCA FORNARIO

Il debito pubblico frena la crescita, l’allarme-spread, l’antrace di Saddam e le altre fake news che ci hanno raccontato i giornali e tg.

Breve storia delle Fake-News: le bufale diffuse per abbindolare i cittadini e influenzare il loro giudizio politico.

L’antrace e le armi di distruzioni di massa. Il 18 Settembre 2001 cinque impiegati muoiono per l’antrace contenuto in due lettere indirizzate al Congresso. L’attacco, a una settimana da quello alle Torri, viene attribuito a Al Quaida o a Saddam Hussein. Gli stati Uniti vogliono convincere l’Onu a dare il via libera all’operazione militare in Iraq: «Unica via per fermare il terrorismo». Il 5 febbraio 2003 il segretario di Stato Colin Powell agita all’Onu una boccetta di Antrace: è la prova che Saddam sta producendo armi chimiche. L’indagine dei servizi si fonda sulla testimonianza di chimico iracheno fuggito in Germania. Guerra al terrorismo autorizzata: in pochi mesi Saddam viene sconfitto. Nel 2004 Powell ammette che le prove erano false («Le informazioni in nostro possesso non erano corrette»). Nel 2005 si scopre che nemmeno le buste all’antrace erano riconducibili a Saddam o al terrorismo islamico: la polvere proveniva da un laboratorio militare americano. Nel 2015 il chimico iracheno confessa al Guardian di essersi inventato tutto: «Avevo un problema col regime di Saddam: volevo liberarmene e ne ebbi la chance». L’Iraq è il secondo paese incidentalmente ricco di petrolio invaso da George W. Bush per sconfiggere il terrorismo: Il primo era stato l’Afghanistan. Gli americani lo hanno raso al suolo per scovare il saudita Bin Laden, trovandolo dopo 10 anni. Era in Pakistan. Fuochino-fuocherello. In Iraq, deposto Saddam, si è insediato lo stato islamico di Al Quaida che nel 2013 cambia denominazione in Isis.

Ruby è la nipote di Mubarak: Fake-news diffusa nel 2011 da Silvio Berlusconi ma non molto pervasiva. Ci hanno creduto solo la maggioranza dei parlamentari italiani.

L’allarme-spread. È il 2011 quando gli italiani vengono informati di essere minacciati dallo Spread, differenziale tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi, schizzato con Berlusconi sopra ai 500 punti. I Tg lanciano l’allarme: «Siamo sotto l’attacco della Godman Sachs». Berlusconi si dimette e Giorgio Napolitano si affida a Mario Monti, uomo della Godman Sachs. Proviamo con l’omeopatia. Monti spiega che bisogna fare le riforme a cominciare dall’aumento dell’età pensionabile e lo Spread scende. Dopo un anno di riforme-Monti, lo Spread torna a salire ai livelli che aveva toccato prima della caduta di Berlusconi ma la notizia non desta alcun allarme: si scopre così che era una bufala.

Il vincolo del 3 per cento. una delle fake-news più diffuse è quella che ha fatto più danni: «Per uscire dalla crisi bisogna rispettare i vincoli di bilancio imposti da Bruxelles»: il rapporto deficit-pil deve essere inferiore al 3 per cento, pena il dissesto. I governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni hanno tagliato i servizi e privatizzato risorse pubbliche per ridurre il deficit; regalato sgravi fiscali alle imprese, eliminato l’art. 18 e le altre tutele dei lavoratori per rilanciare il Pil. Risultato disastroso: il deficit è aumentato e il Pil è cresciuto molto meno che nel resto d’Europa. Possibile che il vincolo del 3 per cento non abbia funzionato? Il suo inventore Guy Abeille, ex funzionario di Mitteran ammette: «È una formula che non ha alcun valore scientifico. Ce la siamo inventata in mezz’ora, senza nessuna base teorica alle spalle, nel 1981. Mitterrand aveva bisogno di una regola facile da opporre ai ministri che battevano cassa e la formula è finita dritta nel trattato di Maastricht. Perché il 3 per cento, e non il 2 o il 5? Tre fa pensare alla Trinità».

Il debito pubblico frena la crescita. Lo hanno dimostrato nel 2010 due economisti di Harvard e ci hanno creduto tutti. Reinhart e Rogoff hanno calcolato che i paesi che oltrepassano una soglia di debito superiore al 90 per cento del Pil hanno una crescita economica negativa. La fake-news è stata sbugiardata da uno studente di 28 anni, Thomas Herndon, che ha trovato diversi errori di calcolo nei file Excell dei due economisti: «Hanno sbagliato le addizioni».

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