FONDO CAREGIVER. UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE

DI CHARLOTTE MATTEINI

In legge di bilancio è stato approvato un emendamento per l’istituzione di un fondo da 60 milioni di euro in tre anni dedicato ai caregiver. Chi sono i caregiver? Sono quelle persone che, come mia madre, si prendono cura 24 ore su 24 di un disabile non autosufficiente, sopperendo alle carenze dello Stato. I caregiver sono oltre tre milioni in tutta Italia e si prendono cura dei propri cari perché in questo Paese non ci sono strutture pubbliche adeguate per l’assistenza.

In Lombardia un ricovero in strutture convenzionate costa dai 2000 euro mensili in su, tutti a carico della famiglia del disabile. Un disabile non autosufficiente percepisce circa 800 euro mensili di pensione, compreso l’accompagnamento, accompagnamento che in caso di ricovero viene tolto dall’INPS. Ogni regione e comune ha stanziamenti diversi che variano a seconda dei progetti attivati, in Lombardia esiste la misura B1, ovvero un voucher da 1000 euro mensili che viene riconosciuto a una platea ristretta e viene erogato per coprire le spese di assistenza per questi disabili gravissimi, da utilizzare per esempio per pagare una badante o un’infermiera.

Sapete quanto costa una badante o un’infermiera in regola? Almeno 1800 euro al mese tra stipendio e contributi. Le famiglie che hanno a carico questi disabili non autosufficienti spesso non hanno altre entrate reddituali oltre alla pensione INPS perché costrette a lasciare il lavoro per occuparsi senza sosta dei congiunti disabili e non possono permettersi di pagare una badante. Fare il caregiver non è una scelta, è una costrizione. Prendersi cura di un disabile gravissimo costa decine di migliaia di euro all’anno, non basta una RAL annua a coprire le spese.

Nonostante tutta l’assistenza gravi sulle loro spalle, queste figure non sono riconosciute dalla legge, riconoscimento che chiedono da vent’anni, non hanno diritto al prepensionamento come le badanti, nonostante il loro lavoro gratuito e volontario (volontario per modo di dire) sia ugualmente gravoso, non hanno accesso a servizi basilari, la loro vita è una continua lotta contro la burocrazia.

Ecco, per questi oltre tre milioni di persone verrà stanziato dopo vent’anni di battaglie un fondo da 60 milioni di euro in tre anni, ovvero meno di 7 euro all’anno per ognuno di loro. Uno specchietto per le allodole, null’altro che questo. Un insulto, se rapportato ad esempio ai fondi stanziati per il bonus 18enni: 290 milioni di euro l’anno per circa mezzo milione di giovani senza limite di reddito. Era meglio niente? Sì, meglio niente che una presa per il culo.