LA MORTE DI WLADIMIRO SETTIMELLI: GIORNALISTA DELL’UNITÀ

DI MICHELE ANSELMI

Grande storico della fotografia e spiritaccio toscano.

Strano destino. Internet restituisce tante copertine dei suoi libri dedicati alla storia della fotografia, a partire da quello straordinario sullo Studio Alinari. Ma esiste in rete una sola immagine, questa, di Wladimiro Settimelli, morto ieri a 83 anni nella sua amatissima casa di Zagarolo, come ci informa dolorosamente su Facebook l’amico Pietro Spataro, che ringrazio per le parole gentili che ha speso. I due fratelli Settimelli, Leoncarlo e Wladimiro, sono stati in qualche modo delle istituzioni dentro il Pci e la cultura di sinistra, sia pure in ambiti diversi: Leoncarlo la musica popolare, Wladimiro la fotografia “alta” e “bassa”.
Volevo bene a Wladimiro: perché sapeva giocare con la vita anche quando la vita gli dava ferocemente contro; perché possedeva quel piglio toscanaccio che gli permetteva di sfotticchiare allegramente un po’ tutti a “l’Unità”; perché scriveva benissimo: reportage, cronache e commenti; perché professava, militando nell’Anpi, un antifascismo coerente ma non acritico; perché sfoderava un garbo speciale con le donne.
Ricordo quei fetidi “anni di piombo” durante i quali ogni giorno veniva alla redazione di via dei Taurini, guidando la sua elegante Citroën Diesse, armato di pistola, per difendersi in caso di agguato brigatista. Era finito nel mirino dei terroristi rossi come altri colleghi del giornale: Nino Ferrero, Sergio Criscuoli, Giovanni Fasanella… Non gli piaceva, s’intende, ma doveva farlo. E lo fece senza tanto lamentarsi. Aveva una famiglia di cui occuparsi e tante cose ancora da scrivere e fotografare.
PS. I funerali di Wladimiro Settimelli si svolgeranno oggi, mercoledì, alle ore 14 a Palazzo Rospigliosi di Zagarolo.