CHI NON HA TESTA, HA GAMBE

DI MARCO GIACOSA

Ho di nuovo dimenticato la schiscetta. Stavolta non in metro, ma ai piedi di una delle casse del Tff.
Me ne accorgo quando sono fuori da una ventina di minuti, da un’altra parte, «Cazzo, la schiscetta!», mi sono messo a camminare veloce, corricchiare.
Arrivo al cinema, guardo da fuori, attraverso i vetri, abbasso il collo, la cerco tra le gambe di quelli in coda.
Non c’è.
Arrivo arruffato alla cassa, un tipo mi tocca un braccio, come dire: Faccia la coda.
Gli rispondo: È per la mia schiscetta!
Attiro l’attenzione della cassiera, dico: Qualcuno ha trovato una borsa?
Lei mi guarda – se pur non arrivi a 30 anni, una bella ragazza, molto curata – come una professoressa guarda schifata l’autore del compito cui ha appena dato 2.
– Sì.
– Bene! [Raggiante]. E a chi posso chiedere?
– A me.
Si alza, scosta una specie di tenda, prende Schisc, apre la porta, la sporge.
– Ci siamo anche spaventati.
L’aria da Rottenmeier è adesso conclamata, tutti i significati dei suoi sguardi convergono in un punto: mi sta cazziando, i suoi occhi nascondono male l’unico pensiero: Si vergogni.
– L’abbiamo anche aperta – dice, tuttavia su questa frase mi sembra di vedere, invece, un accenno di scuse.
– Tranquilla – sorrido, cercando di fare il simpatico – non c’è nulla di…esplosivo.
Convengo, è una battuta di merda, cui ovviamente la ragazza non ride.
Non ho riso nemmeno io, perché, mentre uscivo, e già ero oltre, pensavo a quante bombe siano esplose – nel mondo occidentale, che nel nostro immaginario è l’unico che conta – dall’ultima ondata di terrorismo internazionale, e mi pare che siano una, a Manchester, forse una seconda, che debbo aver rimosso, e comunque pochissime, eppure sufficienti a creare angoscia, vera, per una schiscetta abbandonata ai piedi di una cassa del cinema.
Bene, ma non benissimo (cit.).