DROGA: QUANDO LE VITTIME SONO I BAMBINI

DI ANNA LISA MINUTILLO

Due episodi a distanza di poche ore ed avvenuti al Nord Italia ed al Sud.
Due situazioni incresciose con protagonista la droga e il mondo poco pulito che le ruota intorno.
Un mondo costellato di attività poco lecite e di poca lucidità a scapito delle infanzie rubate e della precarietà più assoluta.
Ad accompagnare il ritrovamento di due bimbe di tre anni e di otto mesi abbandonate in auto dai genitori avvenuto a San Giacomo, nel Bresciano vi è il ritrovamento di
tracce di cocaina nel loro sangue. Una notizia da brividi e che apre nuovi scenari al “semplice” abbandono. Il padre le aveva lasciate in auto per andare a giocare alle slot-machine, mentre la madre si prostituiva. Le piccole al momento sono in una comunità protetta e la Procura per i minorenni ha aperto la pratica di adottabilità per entrambe.
Le bambine erano state notate da un passante che le aveva viste piangere all’interno dell’auto. La più grande tentava di consolare la piccolina.
Stando alle indagini condotte dai militari, sembra che le bimbe siano rimaste chiuse dentro la macchina per diverso tempo. I genitori sono ora accusati di abbandono di minore, anche se ora si aprono ad altri scenari.
Nel caso del piccolo queste tracce di cocaina nel sangue si potrebbero ricondurre a una contaminazione da allattamento, anche se appare poco probabile. Per quanto riguarda invece la sorellina più grande, potrebbe esserene venuta in contatto in casa o chissà dove. Ma spetterà agli inquirenti vederci più chiaro.
“Bisogna capire come sia stato possibile. Non sono valori del sangue compatibili al fumo passivo di cocaina. Se casuale, con le bambine che hanno ingerito cocaina, o volontario da parte di genitori la situazione resta allarmante”, questo il commento rilasciato dal procuratore dei Minori di Brescia, Emma Avezzù. “Siamo davanti ad un caso molto grave: i valori della cocaina sono ancora più inquietanti dell’abbandono”.


L’altro fatto di cronaca è accaduto invece stamani a Catania, nel quartiere Librino in periferia sud della città . Un blitz dei carabinieri che ha impegnato oltre 200 militari ha avuto come esito 36 indagati

raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare in carcere. Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina e marijuana per conto di Cosa Nostra in territorio catanese.
L’indagine, denominata “Km 0”, ha consentito l’individuazione della “piazza di spaccio” facente capo a Rosario Lombardo, “uomo d’onore” di Cosa Nostra ed esponente di spicco della famiglia mafiosa Santapaola.
Utilizzato
anche un bimbo di 6 anni per spacciare la droga. Il suo compito era quello di portare pacchi al pusher, che poi li vendeva.
Un bambino, insospettabile, costretto a ricoprire un ruolo molto più grande dei suoi soli 6 anni. Ogni componente dell’organizzazione aveva i suoi ruoli, senza preoccuparsi di lasciar fare ai bambini proprio i bambini.

Le cessioni di droga quotidiane avvenivano senza sosta, quasi come se si trattasse di un supermarket aperto tutto il giorno, erano oltre 200.

L’organizzazione criminale garantiva un guadagno medio di 2mila euro giornalieri. Le vendite erano praticamente ininterrotte e avvenivano anche sui balconi di casa.
Nord e Sud uniti dal poco rispetto, da pesanti dimenticanze, dalla inadeguatezza di chi giocando mette in “gioco” due vite, e da chi vede nella malavita l’unico modo di vivere che conosce, strumentalizzando e soggiogando anche le giovani vite
Organizzazioni perfette, lauti guadagni, dimenticanze, poca considerazione per i bambini che vengono abbandonati o avviati a questo mondo, un mondo che non è certamente quello adatto per i bambini che non chiedono di essere messi al mondo, ma solo di essere amati e considerati.

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