PER FAVORE, NON PUNTATE I RIFLETTORI SU LAPO ELKANN

DI VANNI CAPOCCIA

Non tollero le persone che si accaniscono contro chi è in parabola discendente dopo essere stato ai vertici, spesso facendolo dopo averlo incensato nel periodo in cui era in auge.
Non sopportai le monetine contro Craxi e sono convinto che tra chi lo fece c’era gente che lo aveva esaltato fino a pochi mesi prima. Così come ora non reggo chi gode delle disgrazie di Fini e, sicuramente, se n’è stato zitto quando da vicepresidente del consiglio al G8 di Genova era dentro la sala operativa della questura.
Vedendo, invece, a Otto e mezzo Lapo Elkann dire che Renzi non è un Macron ma un micron ho provato disgusto non verso di lui, ma nei confronti chi lo aveva invitato.
Perché uno con i suoi problemi, per rimanere attaccato ai pochi appigli di realtà di cui è dotato, meno riflettori puntati addosso ha meglio sta con sé stesso. Ed esporlo alle telecamere di una trasmissione televisiva mi è sembrata una dimostrazione di cinismo, messa in atto perché con le sue vicende esistenziali, i suoi vestiti e il suo cognome fa ascolto.

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