GLIFOSATO: IL DENARO TRASMETTE MALATTIE

DI ANDREA DELLAPASQUA

OCCASIONI E DELUSIONI. Pochi giorni fa gli Stati membri dell’Unione Europea hanno fatto lo sgambetto al Parlamento UE riguardo la decisione di abbandonare il glifosato (già dismesso da alcuni Paesi del globo) gettando nello sconforto una parte della società civile (a cui tanto si deve in merito alla mobilitazione che ha smosso le acque, pensiamo ad esempio a Greenpeace) e contrariando la volontà di alcuni degli Stati membri tra cui proprio il nostro. Occorre analizzare con la maggior chiarezza possibile vari aspetti per potere fornire un quadro della situazione.

COS’È IL GLIFOSATO. Il glifosato è un erbicida prodotto dalla Monsanto dagli anni ‘70 (ma scoperto già negli anni ‘50) i cui diritti sull’uso del brevetto sono scaduti nel 2001, tuttavia la Monsanto resta la maggiore produttrice di erbicida (come di tanti altri prodotti che riguardano l’agricoltura). Il Glifosato irrorato sulle foglie di qualunque pianta penetra in essa provocandone l’essiccazione, non è quindi un prodotto selettivo. E’ l’erbicida più diffuso al mondo.

I MONSANTO PAPERS. La multinazionale americana Monsanto è da tempo nell’occhio del ciclone perché sospettata di aver posto in essere una frode di rilevante entità e dalle conseguenze, se si rivelasse veritiera l’accusa, catastrofiche per la nostra salute la quale sarebbe stata attaccata, anche fatalmente, negli ultimi quarant’anni. Il settimanale “Internazionale” dà conto dell’attività della giustizia americana e del giornalismo investigativo di Le Monde: “documenti strategici, email, contratti riservati, i Monsanto Papers continuano a rivelarci piccoli grandi segreti, dopo una prima parte pubblicata a giugno di quest’anno Le Monde ha continuato a studiare le migliaia di documenti interni che il colosso statunitense è stato costretto a rendere pubblici in seguito a un’azione legale avviata negli Stati Uniti. Sono aumentate le denunce contro la Monsanto presentate dai cittadini statunitensi: finora sono 3500. Gli autori sono persone colpite da un linfoma non hodgins, un raro tumore del sangue, o i loro parenti. Tutti attribuiscono il tumore all’esposizione al glifosato. […] L’ultima parte dei Monsanto papers, resa pubblica la scorsa estate, fa luce su un’attività finora poco conosciuta della multinazionale statunitense: il ghostwriting. Considerata una grave forma di frode scientifica, consiste nello scrivere testi che poi vengono firmati da altri, cioè nell’agire come autore fantasma. I dipendenti di un’azienda scrivono articoli e studi scientifici e poi alcuni scienziati, che non hanno rapporti formali con l’azienda, li firmano fornendo alla pubblicazione il prestigio della loro reputazione. Questi scienziati sono ovviamente retribuiti per il prezioso servizio di “riciclaggio” dei messaggi dell’industria. La Monsanto ha usato segretamente questa strategia”. I Monsanto papers danno conto anche di quello che apparirebbe come un vero e proprio insabbiamento, (Internazionale:) “Il 19 settembre 2012 Gilles-Eric Séralini, professore di biologia dell’università di Caen, in Francia, diventò un incubo per la Monsanto. […] Quel giorno Séralini aveva pubblicato sulla rivista Food and Chemical Toxicology uno studio che avrebbe fatto scalpore. Alcuni topi nutriti con un mais transgenico e Roundup (il pesticida della Monsanto a base di glifosato) o solo con Roundup avevano sviluppato dei tumori enormi. La grande risonanza di questi risultati sui mezzi d’informazione era stata un disastro per l’immagine della Monsanto…” a questo punto la Monsanto (così apparirirebbe dai Monsanto Papers) si muove per screditare lo scienziato, affinché ciò avvenga è necessario che lo studio venga sconfessato “…nel novembre 2013 successe un fatto inedito nella storia dell’editoria scientifica: Food and Chemical Toxicology si scusò per la pubblicazione della ricerca di Séralini […], molti studiosi rimasero sconcertati: il lavoro non era stato sconfessato per una frode o un errore involontario […], (il direttore del comitato editoriale della rivista) [n.d.r.] giustificò la decisione con il fatto che nessuna conclusione significativa ha potuto essere tratta da questi dati”. Come sarebbe riuscita la Monsanto a raggiungere questo obiettivo? Il direttore Wallace Hayes “si guardò bene dal dire che era legato alla Monsanto da un contratto di consulenza. […] Ma per giustificare il provvedimento, la rivista doveva avere il pretesto di una forte indignazione della comunità scientifica […] i tossicologi della Monsanto suggerivano i nomi di ricercatori che potevano essere coinvolti”.

TANTE MODALITÀ, UN SOLO SCHEMA. Sempre dall’affaire Monsanto viene nuovamente alla luce un aspetto nodale legato ai controlli istituzionali: le autorità europee e statunitensi si sono prodigate in una sospetta opera di copia e incolla, le valutazioni sul prodotto chimico erano prese di peso dalle valutazioni di parte della multinazionale stessa. Anche un paio di “Report” di Rai tre di alcuni anni fa ci danno conto di un modus operandi, o meglio, di varie modalità volte a giungere ad un obiettivo economico, che coinvolge il mondo intero; in breve, come spunto per chi volesse poi approfondire:
1 l’autorità europea investita del controllo sulla produzione di farmaci (quella che speravamo di traghettare a Milano) che ci costa 80 miliardi di euro all’anno si limita a prendere visione delle valutazioni sul farmaco prodotte da chi lo produce;
2 riguardo la genesi della telefonia cellulare, agli albori della stessa, quando si trattava di stabilire se questa tecnologia fosse pericolosa, chi doveva vigilare riceveva indirettamente o direttamente finanziamenti da chi produceva cellulari…Tutto ciò avveniva sia a livello internazionale che nostrano: gli studi “sgraditi” dell’Istituto Ramazzini non vennero più finanziati da Telecom…

QUESTIONE GIURIDICA, QUESTIONE POLITICA, QUESTIONE DI SOLDI. Il Parlamento europeo aveva proposto una eliminazione graduale del glifosato rinnovando la possibilità di produrlo fino al 2022, la Commissione (che ha funzioni in parte assimilabili a quelle di un governo) inizialmente proponeva come data il 2027. Il Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi, dopo sei votazioni in situazioni di stallo, nella sua modalità di “Comitato d’appello” ha in fine autorizzato la produzione dell’agente chimico per altri cinque anni, decisiva è stata la posizione della Germania. La Germania vive uno stallo a sua volta, quello politico interno (una inedita situazione “italiana” contro la quale a parti inverse sarebbero stati lanciati strali legati alla nostra proverbiale instabilità e inaffidabilità, ora la situazione è ribaltata: a mesi dalle elezioni la Germania non ha un governo), inoltre vi è la questione Bayer che sta procedendo alla acquisizione di Monsanto…

IN ITALIA. In Italia il glifosato è ammesso ma con limitazioni: non può essere spruzzato a ridosso della fase di raccolto, non può essere irrorato in zone a densa frequentazione umana, non può essere utilizzato in una formulazione che lo associa ad un altro prodotto chimico il Poe-tallowamine.

GLI ACCORDI CETA: CACCIARE DALLA PORTA, ACCOGLIERE DALLA FINESTRA. Sappiamo che con l’amministrazione Trump (ondivaga, impalpabile e instabile ma probabilmente isolazionista) abbiamo messo in un cassetto gli accordi ttip che avrebbero imposto ai Paesi europei l’impossibilità di bloccare l’importazione di prodotti alimentari USA (vedi ad esempio il pollo al cloro) pena il pagamento di multe salate, però stanno dando i loro frutti gli accordi Ceta con il Canada, in Canada si coltiva grano transgenico sul quale si irrora glisolfato molto ben tollerato da quel tipo di grano, con gli accordi Ceta ciò che potremmo mettere alla porta con la legislazione interna tornerebbe dalla finestra…

LO IARC. Lo Iarc, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, pare preoccupasse non poco Monsanto, i suoi studi erano indipendenti rispetto alla volontà della multinazionale USA. Lo Iarc nel 2015 ha classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno.

LA MONSANTO “ON THE WEB”. Curiosando per la rete individuiamo delle pagine molto ben curate della Monsanto, ora in fase di acquisizione da parte della grande multinazionale farmaceutica Bayer, in cui si elogia il glifosato, abbiamo scelto di mostrarvele ad inizio articolo, sono foto corredate da eloquenti didascalie…

Monsanto (agroalimentare) viene acquisita da Bayer (farmaceutica); è stato fatto notare da alcuni in vario modo un aspetto che potremmo rendere così aggiungendo anche qualcosa in più: “mentre la guardia del paese guarda insistentemente altrove, forse la mia mano destra ti colpirà (o lo fa mortalmente da 40 anni), ecco allora che la mia sinistra ti curerà”.