LAPO, ESSERE UN AGNELLI NON E’ FACILE

DI PINO SCACCIA

Lapo è un ragazzo buono, che “ha fatto il militare a Cuneo”, come diceva Totò, da soldato semplice come sua scelta. E che ha avuto un’infanzia travagliata a dispetto della ricchezza. Abusato a tredici anni quando lo mandarono in collegio, circostanza che spiega anche il suo ossessivo disordine sessuale. Ha attraversato molti dolori e soprattutto la solitudine. Certo, campione di eccessi ma in fondo generoso e divertente in balia di una famiglia ingombrante. Un’altra Fiat non si può. Anche i cugini che lo mettono sotto tutela a New York mi ricorda la cortina di cui era circondato Dodo in Africa. Ironizzare adesso sulle sue debolezze, su questo ragazzo solo e poverissimo dentro, una persona in ginocchio mi sembra triste e ignobile.

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Quando “Dodo” è morto non mi sono meravigliato. Non l’ho ritenuta una sorpresa in nessun caso: nè se si fosse buttato giù dal ponte, nè se ce lo avessero buttato. Ho conosciuto Edoardo Agnelli, ragazzo ricchissimo e solissimo, a Malindi e in qualche maniera gli sono diventato amico perchè ho raccolto per giorni la sua disperata voglia di parlare. Un ragazzo poeta, lui figlio del più grande produttore d’auto d’Italia. Persona così scomoda che voleva addirittura cambiare il mondo. In questa intervista-confessione scritta vent’anni fa nei giorni africani mi racconta sogni, paure e molte altre  cose

https://pinoscaccia.wordpress.com/2016/11/29/lapo-essere-un-agnelli-non-e-facile/