L’ENNESIMO VOTO DI FIDUCIA PER IL DECRETO FISCALE

DI STEFANO FASSINA

Il Decreto cosiddetto “fiscale”, parte della manovra di finanza pubblica per il 2018, che IERI E’ stato convertito in legge attraverso l’ennesimo voto di fiducia senza che, né in Commissione né in Aula, la Camera abbia potuto esaminarlo e provare a correggerlo è un mix di misure eterogenee e sconnesse.
Il provvedimento contiene interventi necessari come l’equo compenso, che il Governo deve mettere a riparo dall’offensiva contro il lavoro, ma contiene anche misure inaccettabili, come l’utilizzo per finalità altre delle risorse risparmiate sulle salvaguardie degli esodati. Il Parlamento a inizio della legislatura ha approvato una norma e preso un impegno morale. Invece, 800 milioni di euro, necessari a estendere la salvaguardia a chi è ancora senza nulla e necessari per “opzione donna”, sono sottratti ai legittimi destinatari.
È un atto immorale. Oltre al danno dovuto all’assenza di interventi nel misero emendamento sulle pensioni introdotto al Senato, la beffa dello scippo a chi è in condizioni drammatiche.