NASCE IL NUOVO PARTITO “LIBERI E UGUALI”

DI CLAUDIA SABA

Liberi, da chi?  Uguali, a chi?
Credo che già dalla sua nascita, esista un problema.
È la foto che lo urla.
E urta, non poco.
Piero Grasso, Roberto Speranza, Nicola Fratoianni, Pippo Civati. Quattro su quattro brindano al nuovo partito, tutto al maschile.
Persino il presentatore e un giornalista!
Compagni, amici, fondatori, fratelli.
Tutto rappresentato al maschile.
Poi arriva la foto della rielezione di Giorgia Meloni alla presidenza di Fratelli d’Italia con Daniela Santanché e le vedi fare politica, dirigere quel partito.
Da un lato assistiamo all’ascesa delle donne nei vari movimenti di destra, estrema destra, populisti e, dall’altra, alla loro totale scomparsa dai partiti progressisti, di sinistra, socialdemocratici, democratici.
E la cosa, desta quasi scalpore.
Fa impressione che non ci sia una donna nella prima foto di gruppo, ma anche e, soprattutto, lascia sgomenti il fatto che ciò non rappresenti un problema per nessuno dei quattro ne’ dei quasi 5000 presenti.
Mi chiedo:”perché?”
Accadde lo stesso tempo fa con Monti, quando formò un governo quasi tutto al maschile. Eppure di donne ne abbiamo viste tra i fondatori di Mdp,
anche serie e preparatissime!
Magari non amano parlare di argomenti che conoscono poco, ma possono dire molto di quelli che conoscono bene.
Non sarebbe stato bello ascoltare di cose importanti, parlate anche da donne, per gli uomini che si aggirano tra i “liberi e uguali”?
In una società in cui le donne rappresentano l’avanguardia, le lotte per l’indipendenza, l’intraprendenza, ci si presenta ancora con squadre tutte al maschile? Lo trovo alquanto mortificante sia per le donne che per gli uomini.
Un ritorno a quel passato da cui stiamo cercando di sdoganarci. Tutti.
Uomini e donne.
E mi chiedo:
Liberi da chi?
E ancora: Uguali a chi?

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