IL SINDACO DI CASAPESENNA, GIA’ SOTTO SCORTA, SI DIMETTE “TROPPE MINACCE”

DI RENATA BUONAIUTO

Dimissioni irrevocabili per Marcello De Rosa, il sindaco di Casapesenna (CE), ha deciso di mollare.
Sabato 2 dicembre intorno alle 12,00 suo fratello Luigi era a bordo della sua autovettura, 3 uomini armati ed incappucciati lo hanno fermato e senza giri di parole gli hanno detto «Devi dire a tuo fratello che se ne deve andare dal Comune», poi hanno esploso un colpo di arma da fuoco sull’auto, mandando in frantumi un finestrino.
Quarantotto ore dopo le dimissioni: «Non ho paura del clan, ma non posso mettere in pericolo l’incolumità dei miei familiari, per questo, per ora, ho deciso di lasciare».
Marcello, conosce questo genere d’intimidazione, l’ha già vissuta, lo scorso anno, il 26 novembre 2014, dopo aver firmato l’ordinanza di abbattimento per la casa del fratello del boss Michele Zagaria, quattro banditi armati, sequestrarono le sue figlie, sua moglie e la baby sitter, quindi attesero il suo rientro e puntandogli una pistola alla tempia gli dissero:“sei un pezzo di merda…non ti sai comportare…te ne devi andare”.
Ma Marcello era già finito agli onori della cronaca nel 2010, quando imprenditore edile, aveva rifiutato di pagare il pizzo alla camorra e denunciato i criminali.
Da un anno vive sotto scorta, rinnovata il 27 ottobre e da rivalutare a marzo 2018 ma non può proteggere la sua famiglia i suoi parenti e, questa ulteriore aggressione l’ha costretto a fare un passo indietro. “I miei familiari mi hanno chiesto di fermarmi e loro vengono prima di tutto”.
Marcello De Rosa, esponente del PD, in questi anni però non viene ricordato solo per il suo impegno contro la criminalità organizzata, nelle mani della giustizia ci finisce anche lui per delle intercettazioni telefoniche raccolte dalla DDA di Napoli sulla base delle quali la sua elezione a sindaco del 2014, sarebbe avvenuta anche grazie all’appoggio dell’ex sindaco Fortunato Zagaria, al momento imputato, dal pm Catello Maresca, per minacce all’ex sindaco Giovanni Zara. Dalle intercettazioni, durate circa dodici giorni nel periodo maggio-giugno, risulterebbe palese il sostegno elettorale offerto da quest’ultimo al De Rosa che così si “giustifica”: “Quando mi sono candidato, Fortunato Zagaria, faceva il tifo per me, perché i suoi vecchi alleati lo avevano scaricato politicamente…. quelle telefonate altro non erano che un confronto fra un politico di sessant’anni e uno di trenta”.
Insomma l’ex sindaco si giustifica così e si “difende” anche grazie alla scorta, le sue dimissioni diventeranno esecutive entro 20 giorni, lui esclude ripensamenti ma nel frattempo i riflettori resteranno accesi.