ARGENTINA, TROVATA LA NIPOTE N. 126: “MI SENTO AMATA E ORGOGLIOSA”

DI FRANCESCA CAPELLI

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE A BUENOS AIRES

“E in tutto questo, a 40 anni, scopro di avere una nonna”. Un po’ ride e un po’ piange, ma soprattutto ride. È la nipote numero 126, che ha recuperato la sua vera identità due giorni fa. E ancora frastornata, si è presentata a una conferenza stampa con Estela Carlotto (entrambe nella foto), presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, le donne che non si sono mai stancate di cercare i loro nipoti, sequestrati dai militari durante la dittatura e adottati illegalmente. Una delle tante manifestazioni del terrorismo di stato di quegli anni: sottrarre al presunto nemico persino il diritto a una discendenza e allevare i neonati appropriati da “bravi patrioti argentini”, cancellando la loro identità. Una sorta di pulizia etnica-culturale che faceva parte di quel piano sistematico di annientamento e sterminio messo in atto dalla giunta militare tra il 1976 e il 1983. Trentamila desaparecidos, oltre cinquecento neonati appropriati, che uno dopo l’altro stanno recuperando la loro vera identità.
Chissà se Adriana manterrà questo nome, o si farà chiamare Vanesa, il nome scelto per lei dai suoi genitori, Edgardo Garnier e Violeta Ortolani, militanti peronisti, desaparecidos durante la dittatura. Violeta è stata la prima a essere sequestrata. Aveva 23 anni ed era incinta di otto mesi. Ha partorito in prigionia. Edgar l’ha cercata disperatamente, prima di essere sequestrato anche lui, l’anno successivo.
La nonna di Adriana è Bianca de Garnier, una delle fondatrici di Abuelas.
Adriana aveva scoperto di essere stata adottata e a quel punto sono sorti in lei i sospetti sulle proprie origini. Per questo si è presentata spontaneamente all’associazione per sottoporsi all’esame del Dna. “Quando ieri la Conadi (Comisión nacional para el derecho a la identidad) mi ha convocato”, dice Adriana, “i miei colleghi di lavoro mi hanno detto di correre subito e di non restare nell’incertezza un minuto di più. Mi avrebbero sostituito loro. Ma io sapevo già qual era la notizia. Oggi mi sento felice, amata, desiderata, cercata. E molto, molto orgogliosa”.

Foto: Abuelas