MPS, PROCESSO ALEXANDRIA: ASSOLTI EX VERTICI

DI CHIARA FARIGU

La Corte d’Appello di Firenze ha assolto gli ex vertici di MPS Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassari, ribaltando la sentenza di 1° grado con la quale erano stati condannati a tre e mezzo di carcere e a 5 di interdizione dai pubblici uffici per l’inchiesta sulla ristrutturazione del derivato Alexandria. Assoluzione con formula piena, perché il fatto non sussiste, è quanto hanno stabilito i giudici al termine del processo mentre la Procura chiedeva addirittura un inasprimento della pena sino ai sette anni di reclusione.

Per comprendere l’assoluzione odierna occorre fare un passo indietro a quando i tre imputati, Mussari presidente di MPS, Vigni direttore e Baldassarri responsabile dell’area finanza della Banca più antica del mondo, furono accusati di aver volutamente occultato a Consob e a Bankitalia il contratto sui derivati Alexandria (che, successivamente, hanno contribuito ad affossare il MPS) stipulato con Banca Nomura, un istituto di credito giapponese che poco alla volta risucchiava i conti dell’istituto senese con l’acquisto di altri titoli. L’accusa, giuridicamente parlando, era di concorso in ostacolo alle funzioni di vigilanza che, detta più semplicemente consisteva nell’aver tenuto nascosto il contratto stipulato con Nomura con l’intento di evitare di iscrivere nel bilancio 2009 la perdita del derivato, costata poi 500milioni di euro alla nuova gestione di Banca Antonveneta. Contratto che fu ritrovato all’interno della cassaforte solamente nel 2012 e consegnato ai giudici senesi nel processo di 1° grado. Che comportò per i tre imputati la condanna e l’interdizione.

Nel processo d’appello i legali degli ex vertici del MPS hanno confermato quanto hanno sempre sostenuto e cioè che all’interno della banca si sapesse dell’esistenza del “mandate agreement” e che questo documento non fosse un segreto neppure per gli ispettori della Banca d’Italia. Con la sentenza odierna viene smontata la tesi dell’occultamento.
Le motivazioni della sentenza usciranno tra 90 giorni, ma per i legali dei tre imputati i fatti sono chiari. A parlare è l’assoluzione con formula piena.

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