LA SINISTRA ITALIANA HA ABDICATO ALLA LOTTA: SI E’ IMBORGHESITA

DI FRANCESCO ERSPAMER

La sinistra italiana si sta completamente sfasciando, priva di idee, di ideologia, divisa in sette il cui integralismo è direttamente proporzionale alla loro debolezza. E invece di fare autocritica, domandarsi come sia stato possibile che da comunisti preoccupati dei diritti collettivi e dei beni pubblici si sia diventati dei “liberal” all’americana interessati solo ai diritti individuali e privati, invece di riprendere contatto con la gente e farsi carico del difficile ruolo di avanguardia, di coscienza popolare, i dirigenti ma anche i militanti e simpatizzanti della sinistra preferiscono inventarsi una minaccia squadrista per potersi congratulare l’un l’altro per il loro antifascismo e continuare a non fare assolutamente nulla contro il lberismo che sta massacrando i lavoratori, la classe media e l’ambiente.

È desolante sentire dei presunti compagni, e purtroppo anche dei veri compagni, parlare delle manifestazioni della destra sociale esattamente nello stesso modo in cui i benpensanti parlavano delle manifestazioni della sinistra, quando era una sinistra sociale. L’avete mai ascoltata “Contessa”?: “Voi gente per bene che pace cercate / la pace per far quello che voi volete / ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra / vogliamo vedervi finir sotto terra / ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato / nessuno piu al mondo dev’essere sfruttato”.
Sono passati cinquant’anni da quando Pietrangeli scrisse quella canzone e sembra che siano passati cinque secoli. La sinistra ha completamente abdicato alla lotta, al conflitto, all’impegno: si è imborghesita, mentre i borghesi evolvevano e diventavano squali liberisti. La destra sociale non fa che riempire un vuoto: non ho alcuna fiducia in loro e sono certo che restino uno strumento del capitalismo; ma hanno capito che a contrapporsi con decisione al liberismo globalista più inumano si esprime un sentimento diffuso nella classe media impoverita materialmente e spiritualmente; e visto che la sinistra è assente, se ne approfittano, anche a costo di usare slogan che non sono di destra. Accusarli di essere fascisti può far sentire meglio ma non risolve niente. A protestare sotto la sede di La Repubblica doveva esserci la sinistra, con gli stessi slogan e la stessa aggressività.
Solo se la sinistra smetterà di fare da stampella ai valori liberal e liberisti, solo se tornerà a parlare di socialismo, ossia se tornerà a far paura ai ricchi e ai loro servi, a scandalizzare i benpensanti, solo allora la destra sociale si sgonfierà e forse davvero diventerà fascismo; ma il fascismo è stato sconfitto e verrà sconfitto sempre; il liberismo finora non lo ha sconfitto nessuno.

Del resto solo in Italia si parla di fine della sinistra (e della destra), grazie all’azione martellante dei media liberisti; in tutto il resto del mondo si continua a usare il concetto per indicare la priorità data all’eguaglianza sulla meritocrazia (che è cosa diversa dal merito), dei diritti collettivi su quelli personali, e del pubblico sul privato (per la destra, l’opposto). Poi, in tutto il mondo si ammette che la sinistra è in difficoltà e che i partiti che fanno finta di essere di sinistra non lo sono. Ma ciò non significa che sia finita la sinistra come idea, progetto, programma. Coloro che vogliono cancellare la sinistra (e la destra) sono gli stessi che hanno con successo rottamato comunismo e socialismo, e anche le religioni e i sistemi etici e culturali in genere, a vantaggio del pensiero unico liberista, ossia del più bieco qualunquismo, del materialismo del denaro e del culto del successo a qualsiasi costo