OGNI SINGOLO VOTO E’ PREZIOSO

DI VANNI CAPOCCIA

Una delle caratteristiche che la sinistra in Italia ha avuto, ed una sua parte mantenuto, è quella d’essere istituzionale. I parlamentari, i senatori, il Presidente della Repubblica potevano essere tutti corrotti, ma non voleva dire che erano marci i luoghi della rappresentanza che andavano comunque difesi.

Dal ritenere le istituzioni luogo e caposaldo della democrazia deriva il considerare il voto un dovere civico. Un diritto conquistato con grandi sacrifici da esercitare sempre. “Annullerò la scheda, ma andrò a votare perché è un mio diritto” si sentiva dire dai delusi dal proprio partito.

Derivava da questa visione l’alta affluenza al voto in quelle che erano definite le “regioni rosse”: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria. Ora le cose sono cambiate e l’astensione al voto è molto diffusa tra gli elettori che dicono di essere o essere stati di sinistra.

Se ciò accade. Se siamo dentro una vera e propria crisi democratica è per il cambiamento avvenuto non solo nelle politiche sociali ed economiche, ma anche nell’organizzazione dei partiti. Trasformatisi da partiti di massa in confederazione di comitati elettorali che hanno tutto l’interesse a ridurre al lumicino il voto d’opinione a favore di quello clientelare.

E se si vogliono recuperare quel tipo di elettori delusi non solo gli si devono indicare politiche giuste che riducano le insopportabili disuguaglianze italiane, ma fargli sentire che per partiti che hanno a cuore le fasce più deboli della società la loro opinione è importante, e ogni singolo voto di chi non fa parte di consorterie è prezioso. Indispensabile in una democrazia rappresentativa dove il giorno delle elezioni veramente uno vale uno.

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