CORSICA: AL PRIMO TURNO HANNO VINTO GLI AUTONOMISTI E DOMANI, AL SECONDO TURNO, ANCHE

DI MARISA CORAZZOL

(nostra corrispondente da Parigi)

 

Dal 2015 il responso elettorale sorride ai nazionalisti corsi. Alla vigilia del secondo turno delle elezioni regionali, in cui hanno largamente sorpassato la “concorrenza”, le luci si accendono sul “tandem” Simeoni-Talamoni.

I corsi, domani voteranno per eleggere i loro rappresentanti in seno al consiglio regionale. Con oltre il 45% dei voti ottenuti al primo turno, i nazionalisti hanno lasciato soltanto qualche briciola ai loro avversari politici, ossia ai candidati della maggioranza presidenziale (la République en marche) e ai “Republicani”.

Nell’arco di soli due anni, i nazionalisti corsi hanno così realizzato una vittoria storica. Nel mese di giugno, tre deputati sono stati eletti all’ “Assemblée Nationale” (il Parlamento). Evento mai visto in un’aula parlamentare in cui sin dalla nascita della V Repubblica, i deputati provenivano esclusivamente dai partiti storici di destra e/o di sinistra.

Domenica scorsa si è assistito, pertanto, ad un vero e proprio “tsunami” di voti a favore del “tandem” Simeoni-Talamoni. Un’ “accoppiata” che è riuscita a sedurre ben oltre l’elettorato nazional-indipendentista. Ambedue esercitano la professione forense, ma rappresentano due diverse correnti. Gilles Simeoni è un “autonomista”, mentre Jean-Guy Talamoni è un indipendentista, ma per conquistare il consenso dei loro corregionali l’uno ha avuto bisogno dell’altro ed insieme hanno realizzato la vittoria del primo turno.

Si tratta, tuttavia, di un’alleanza che sarà utile soprattutto a Jean-Guy Talamoni, l’indipendentista. Al primo turno delle elezioni del 2015, Talamoni aveva realizzato appena l’ 8% dei voti, mentre Gilles Simeoni ne aveva ricevuto oltre il 18%.

Gilles Simeoni appare molto più credibile nel suo spirito autonomista e pertanto gode potenzialmente di un più vasto consenso anche nelle file dei suoi avversari. Se domani dovesse mancargli l’ appoggio degli indipendentisti puri e duri potrebbe, molto probabilmente, cercare e trovare altrove la maggioranza necessaria per governare la Corsica.

Ma, al momento, non si prospetta alcuna scissione fra i due, considerato il successo ottenuto al primo turno e considerata la necessità di ottenere la maggioranza dei voti domani al fine di evitare di essere spazzati via e quindi di annientare il movimento indipendentista nel suo insieme.

MOLTE GRANDI OPERE DA REALIZZARE
Da qui a tre anni, i nazionalisti vogliono ottenere uno “status” di autonomia allargata e delle risposte concrete da parte del Governo centrale di Parigi in merito alla lingua corsa, come in relazione al riavvicinamento dei loro conterranei incarcerati in Francia metropolitana. Ma un’ulteriore missione li attende, tuttavia: costruire una nuova collettività territoriale. I loro oppositori ribadiscono infatti che gli indipendentisti siano alla guida di una nave alla deriva e di promettere uno status di “autonomia” teso a condurre l’Isola all’indipendenza, allorquando bisognerebbe prioritarmente creare una vera ed unificata comunità territoriale.

I nazionalisti scommettono su una larga vittoria per ritrovarsi in posizione di forza al fine di imporre le loro rivendicazioni allo Stato francese che, al momento, non si pronuncia minimamente sulla Corsica le cui aspirazioni “autonomiste” non sono certamente identiche alle rivendicazioni catalane. Anche perché, nelle more, non si tratta di “separatismo” di stampo economico-giuridico, ma di riconoscimento della specificità della Corsica nella sua connotazione storico-culturale di origine genovese – quindi italiana – e la cui posizione geografica, a nord della Sardegna, le conferisce la nomea di “Ile de beauté” (Isola di bellezza).

Domani, al secondo turno quindi, i nazionalisti corsi dovrebbero confermare la loro “supremazia” realizzata al primo turno con l’auspicio – affermano – che la lingua corsa assuma eguale dignità della lingua francese.