RITROVATO APPUNTO DI FALCONE: “BERLUSCONI PAGA I BOSS DI COSA NOSTRA”

DI CHIARA FARIGU

Si tratta di una nota inedita. Rimasta tale per oltre trent’anni. Poche parole, pesanti come macigni che tirano nuovamente in ballo Silvio Berlusconi e i suoi presunti rapporti con la mafia. Una nota trovata quasi per caso tra le carte delle dichiarazioni del pentito Francesco Marino Mannoia. Poche parole che non lasciano spazio a fraintendimenti e che sembrerebbero scritte di pugno dal magistrato su un foglietto a quadretti di un black notes: “Cinà in buoni rapporti con Berlusconi. Berlusconi dà 20 milioni a Grado e anche a Vittorio Mangano”.

A darne notizia il quotidiano La Repubblica. A fare la scoperta Giovanni Paparcuri, uno dei più stretti collaboratori di Falcone e oggi “guida” per i visitatori di quello che fu l’ufficio-bunker del pool antimafia che ha informato subito la Procura. Un ritrovamento rilevante che tuttavia pone diversi interrogativi perchè: 1) ufficialmente Falcone non ha mai indagato sull’ex cavaliere; 2) nelle dichiarazione del pentito Mannoia non c’è alcuna traccia che riporti al nome di Berlusconi.

Ma chi sono i tre che ricevevano soldi dall’ex premier? Cinà che nella nota viene descritto come colui che sta “in buoni rapporti” col leader di FI è un mafioso amico di Dell’Utri, condannato in via definitiva e da ieri in sciopero della fame dopo il NO del Tribunale alla sua scarcerazione per i gravi problemi di salute. Mafiosi sono anche Gaetano Grado e Vittorio Mangano, noto alle cronache perché “stalliere-fattore” di villa San Martino ad Arcore.

Un intreccio di amicizie chiacchierate e pericolose queste tra l’ex cavaliere e gli “uomini di Cosa Nostra” che ad intervalli hanno accostato il nome di Berlusconi a Bontade e a Riina, capi indiscussi della mafia. E che recentemente gli è valsa una nuova iscrizione nel registro degli indagati, insieme a Dell’Utri, come possibili “mandanti occulti” per le stragi di mafia del 1993