INCIDENTE ALLA LINEA DEL GAS IN AUSTRIA. ITALIA A SECCO PER UN GIORNO

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Il flusso di gas che dalla Russia alimenta l’Italia si è interrotto in Austria a causa di un’esplosione che ha lasciato a secco il nostro paese per tutta la giornata e potrà essere ristabilito solo questa notte. L’incidente è avvenuto a Baumgarten an der March a circa cinquanta chilometri da Vienna, provocando la morte di un uomo, una ventina di feriti e uno in gravi condizioni.
Nell’impianto di distribuzione lavorano una cinquantina di dipendenti che al momento dell’esplosione sono stati tutti allontanati. L’incidente al gasdotto ha bloccato il flusso di gas lungo il percorso verso l’Italia e sembra alto il rischio di un rialzo dei prezzi. Il gas proviene dalla Russia che arriva in Europa tramite il gasdotto di Urengoy-Uzhgorod che attraversa anche l’Ucraina. La centrale di Baumgarten è un importante hub da cui parte il gas per la Francia, Croazia, Slovenia, Germania ed est Europa.
Di proprietà della società Central European Gas Hub, la centrale è gestita da Gas Connect Austria, quella che ha dato l’allarme dopo l’esplosione. Nonostante il blocco del flusso, l’Italia ha fatto fronte alla situazione grazie alle riserve. Il Ministero dello Sviluppo economico ha fatto sapere: “La fornitura di gas ai consumatori italiani è comunque assicurata in quanto la mancata importazione viene coperta da una maggiore erogazione di gas dagli stoccaggi nazionali di gas in sotterraneo. In base al Regolamento europeo e al piano di emergenza nazionale, il Ministero ha pertanto dichiarato lo stato di emergenza e monitora costantemente la situazione, in contatto con gli operatori interessati, al fine di verificare i tempi necessari per la ripresa dei flussi”.
L’incidente ha evidenziato il rapporto di grande dipendenza dalla linea del gas che proviene che attraversa l’est Europa e Calenda è tornato a parlare del gasdotto Tap, che assicurerebbe la provenienza dall’area del Mar Caspio, dall’Azerbaigian.
Al Ministro Calenda rispondono i Verdi: “Il ministro torna a parlare della Tap come di un potenziale mezzo per scongiurare crisi come questa, ma troviamo contraddittoria e miope questa dichiarazione. Perché questo incidente dimostra la fragilità di un sistema energetico basato sulle fonti fossili. Ci saremmo aspettati che Calenda avesse parlato della necessità di costruire per l’Italia l’autonomia energetica attraverso un piano al 100% di rinnovabili e di promuovere l’efficienza energetica per eliminare gli sprechi”.

Ai botta e risposta delle varie aree politiche, solo un’unica possibile previsione: il gas subirà un innalzamento del prezzo.