VARGOGNA: LAZIO SCIPPATA DALL’ARBITRO. IL TORINO ESPUGNA L’OLIMPICO

DI LUCIO GIORDANO

Forse la colpa è del comportamento di una parte della tifoseria biancoceleste: quelle braccia alzata, che spesso  inneggiano  al fascismo, non aiuta certo nell’operazione simpatia nei confronti del club romano. Forse qualche responsabilità c’è l’ha anche la società, oltremodo lamentosa. Ma il dato di fatto è che la Lazio, da qualche giornata a questa parte, è seriamente penalizzata dagli arbitri. Prima il derby, poi la partita con la Fiorentina e il rigore inesistente all’ultimo secondo. Stasera  il furto con scasso del Torino, grazie alla complicità dell’arbitro Giacomelli che fischia a senso unico, e vince all’Olimpico per 3 a 1. Con reti di Berenguer, Rincon ed Edera, e il momentaneo 1-2 di Luis Alberto.

Accade tutto dal 28′ del primo tempo, quando Iago Falque abbatte Immobile. Minimo sarebbe giallo. Giacomelli sorvola. Al 35′ Iago Falque si ripete su Lulic e anche stavolta Giacomelli lascia correre. Sempre Iago Falque a fine primo tempo commette fallo di mano netto, solare, evidente in area e poco  dopo Immobile si fa prendere dalla rabbia e reagisce stupidamente ad un contatto con Burdisso. Ed è qui che la partita cambia. In pratica, finisce. Giacomelli consulta il Var ma non per il rigore che anche un cieco avrebbe visto, bensì per il fallo di reazione di Immobile. Che viene espulso. L’Olimpico diventa una bolgia, la panchina della Lazio si infuria, i giocatori biancocelesti, tra un tempo e l’altro,  rilasciano dichiarazioni pesantissime verso l’arbitro. Al rientro in campo il finale è annunciato. Con una squadra così nervosa , il Torino gioca sul velluto e vince con il minimo sindacale dell’impegno.

Ma a questo punto , dopo una non partita del genere, le domande sono tante. Ne tiriamo fuori alcune . La prima: Il Var a cosa serve? Se viene utilizzato a discrezione degli arbitri e non per tutte le azioni scabrose, meglio abolirlo. Il var dovrebbe essere un modo per rendere regolari le partite e scacciare  per sempre la sudditanza degli uomini in ex giacchetta nera verso le grandi del campionato. Cosi sarebbe utilissimo, altrimenti è del tutto inutile. Il discorso vale per la Lazio, come per la Fiorentina, la Sampdoria  e tutti i club di Serie A.  Juve e Inter incluse. Magari il Var dovrebbe esser chiesto dalle squadre, per un massimo di cinque interventi a partita, come capita nella pallavolo, e non a discrezione degli arbitri.

Seconda domanda: un arbitraggio come quello di Giacomelli, a fine partita,  è stato definito da molti semplicemente scandaloso. E, sempre secondo molti, è ‘ancora il caso che scenda  in campo a dirigere un incontro di calcio? Probabilmente sarà deferito ma è chiaro che non basta. L’arbitro di Trieste, per la cronaca,  è lo stesso che aveva espulso De Rossi e Bonucci, in entrambi i casi contro il Genoa. Decisioni che avevano lasciato a desiderare. Sarebbe quantomeno il caso di metterlo a riposo per almeno un paio di mesi.   Terza domanda: a chi dà fastidio la Lazio nella corsa a cinque per lo scudetto? E’ chiaro infatti che, ed è  giusto ripeterlo,  i biancocelesti siano pesantemente penalizzati dagli arbitraggi, da qualche settimana a questa parte. Poi è chiaro,  e vale per gli addetti ai lavori, si potrà disquisire sul nervosismo che si è impadronito dei giocatori, dell’involuzione  tecnica di Ciro Immobile, appannatissimo nelle ultime settimane, delle smagliature della difesa, con un colpevole Strakosha. Tutto giusto, tutto vero. Ma se poi gli arbitri cambiano il corso di una  partita, c’è davvero poco da fare. O meglio,  quantomeno si abolisca il Var e non ci si pensi più. Tanto è lo stesso.