ALAOMA TYSON CAMPIONE ITALIANO “INVISIBILE” DI BOXER

DI RENATA BUONAIUTO

Alaoma Tyson, ha 17 anni è nato in Italia ma i suoi genitori sono nigeriani, quindi non è italiano. Tutto ciò è assurdo, umiliante, offensivo, puzza di “precarietà”. Ma non è l’unico, a subire questo trattamento, perché quindi le luci della ribalta si sono accese così forti? Semplice.
Alaoma è un campione della boxe e, ad Avellino durante i campionati italiani Youth Kg. 81, ha conquistato la medaglia d’oro. Grande la soddisfazione, di tutta la squadra, e grandi le aspettative per i prossimi impegni in Nazionale ma non quella Italiana, perché qui, non “esistendo”, non può essere inserito.
Sul web tutta la rabbia degli amici, dei sostenitori, dei compagni di palestra. Lo stupore per un qualcosa che ha del ridicolo, dell’inverosimile.
Un boxer che, come lui, si allena a Tor Vergara, nella palestra Torre, si domanda giustamente, come sia possibile convocare in nazionale un pugile che ha perso da Tyson. “Si partecipa per vincere, schierando i migliori atleti, perché privarsi di Alaoma?”. Come spiegargli che su questa proposta di legge “Ius soli”, concedere la cittadinanza italiana a tutti i bambini nati sulla nostra terra e con almeno uno dei genitori residente con regolare permesso, la politica italiana si è spaccata in due.
La proposta del PD infatti ha trovato grande opposizione in Forza Italia e ancor di più nella Lega Nord, per i quali, anche alcune regioni dell’italia meridionale, andrebbero cancellate dalla cartina geografica, figuriamoci quelle estere.
Provate ad immaginare la loro reazione, se fosse un giovane di colore ad alzare la nostra bandiera ai prossimi campionati. Una vera umiliazione. Per loro.
Peccato che a sentirlo parlare, con il suo accento romano si faccia davvero fatica ad immaginarlo straniero, mentre ascoltando Calderoli, Salvini, qualche dubbio sorga spontaneo. Ma, lì non è colpa dell’ accento.
Tutto questo clamore, speriamo possa portare anche qualche doverosa riflessione, nel frattempo consigliamo ad Alaoma di continuare ad allenarsi.
Noi Italiani siamo un pizzico lenti ma poi, capiamo cosa sia “giusto fare ” e vedrai, un atleta come te e, con quel cognome, ce lo terremo stretto.