NELLA TERRA DEI FUOCHI TOSCANA DICONO: “CHE MUOIANO ANCHE I BAMBINI”

DI LUCA SOLDI

 

  • Ormai ci stiamo abituando ad ascoltare intercettazioni che fanno vergogna al genere umano e quindi ci faremo anche carico di questa notizia che arriva proprio in queste ore dalla Toscana.
    Ed è ancora una volta il profitto che diventa protagonista mentre per i colpevoli della vicenda dobbiamo solo indirizzare una profonda tristezza per quanto hanno prima fatto e poi in modo miserevole commentato:
    “Ci mancavano anche i bambini che vanno all’ospedale, che muoiano i bambini. Non mi importa dei bambini si sentano male. Io li scaricherei in mezzo alla strada i rifiuti”. Sono queste le parole che si intendono nell’intercettazione ch’è stata diffusa nell’inchiesta sul traffico di rifiuti pericolosi in Toscana.
    Una nuova vicenda da Terra dei Fuochi che evidenzia ancora una volta quanto di malato ci sia oggi, in luoghi che vengono definiti virtuosi.
    A scavare, a non lasciarsi contaminare dalle apparenze, risulta chiaro che le denunce, le indagini dimostrano che il problema spesso e volentieri non è legato ad una cattiva educazione dei cittadini ma piuttosto da un sistema di gestione dei rifiuti industriali e pericolosi che risulta permeabile alle truffe, alle illegalità, alle mafie.
    A tutto un sistema che giocando su una burocrazia farraginosa che se da un lato lava le coscienze dall’altro consente a loschi individui di fare affari prosperando sulla salute degli
    altri ed in particolare dei più piccoli ed indifesi.
    Secondo le indagini condotte dalla Dda di Firenze e dai carabinieri forestali sarebbero state smaltite abusivamente oltre 200 mila tonnellate di rifiuti provenienti da varie regioni, tra cui speciali e pericolosi, certificati falsamente come ‘puliti’.
    Ai vertici sei persone che sono state arrestate.
    Le indagini dell’ex sostituto della Dda Ettore Squillace Greco sono ancora in corso e sarebbero una cinquantina gli indagati.
    Avveniva che scarti industriali venivano gestiti da un gruppo di aziende per poi essere spediti in discarica insieme ai rifiuti civili. Nelle intercettazione audio e video sono emersi particolari davvero inquietanti.
    Fra le risate di alcuni presenti all’incontro con uno degli indagati colpiscono le parole ed il contesto a commento della presenza di una discarica proprio accanto ad una scuola:
    “Ci mancavano i bambini che vanno all’ospedale, che muoiano”.
    Ci sarebbero due aziende sequestrate: la Lonzi srl e la Rari srl, entrambe di Livorno. Secondo l’accusa, nei loro impianti i rifiuti non venivano affatto smaltiti ma piuttosto tritati o miscelati.
    In questo modo si poteva eseguire un falso smaltimento, pagando una eco tassa alla Regione Toscana ben più bassa di quella dovuta.
    Secondo alcuni primi calcoli risulterebbe agli investigatori che la Regione ci avrebbe rimesso quasi 4 milioni e mezzo di euro nel biennio 2015-16.
    Le aziende ed i personaggi coinvolti avrebbero avuto un guadagno stimato in oltre 25 milioni di euro. Le discariche in Toscana che sarebbero finite nel mirino degli inquirenti sono la Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino, entrambe hanno partecipazione pubblica il che rende ancor più vergognoso tutta la vicenda.