PAOLO NESPOLI E’ TORNATO SULLA TERRA, PER LUI ADESSO UNA PIZZA ‘DOC

DI RENATA BUONAIUTO

Sono le 9.38 quando la Soyuz MS 05, dopo 139 giorni tocca nuovamente la terra. Il primo a scendere sul suolo della steppa del Kazakhstan è il comandante russo Sergejj Rijazanskij, subito dopo il nostro Paolo Nespoli astronauta italiano dell’agenzia Spaziale Europea, quindi è la volta dell’americano Randy Bresnik. Un atterraggio perfetto, tutti i programmi rispettati e per Paolo così, i viaggi raggiungono quota 3 e in totale, 350 i giorni trascorsi nello spazio. Nuovo record.
Arriva sorridendo, un viso stanco ma sereno, soddisfatto. Le ultime ore non sono state una passeggiata. Alle 6.16 (ora italiana) il comandante Rijazanskij ha effettuato il distacco dal boccaporto della ISS, cui erano agganciati dal 28 luglio. Quindi l’accensione dei motori per superare la velocità di 28.000 chilometri orari, necessari al distaccamento dal complesso orbitante. Alle 8.44, hanno cambiato l’orbita per orientarsi verso quello che in termini tecnici viene chiamato “corridoio” di rientro. Occorre una precisione assoluta, l’angolo che garantisce il corretto rientro deve essere di 2 gradi esatti. L’entrata nell’atmosfera terrestre, trasforma la navicella in una “meteora” che solo grazie alla presenza di uno scudo termico consente di sopportare la temperatura che raggiunge i 1800 gradi centigradi.
La forza aerodinamica invece, genera una pressione di 6 volte maggiore del proprio peso. Insomma sono circa 60 minuti di immenso stress fisico per gli astronauti ma, per loro solo la fine di una “passeggiata”.
Paolo è nato a Milano, il 6 aprile 1957, una laurea in ingegneria ed un amore per la ricerca. Questa missione, denominata VITA, prevedeva 11 esperimenti. Gli effetti sulla retina per l’assenza di gravità, la crescita delle piante, il metabolismo delle ossa per poter prevenire e curare l’osteoporosi, ma anche esperimenti molto “leggeri”, come l’utilizzo di una macchina per il caffè espresso, di cui pare il nostro ingegnere sia diventato espertissimo.
Adesso lo attende un periodo di riposo ad Houston dove sarà sottoposto ad analisi e controlli e poi la riabilitazione ma, nel frattempo siamo certi non si farà mancare uno dei cibi che in questi mesi ha più desiderato. La pizza. Alcune settimane fa, la navicella che riforniva lo shattle gli fece una sorpresa recapitando gli ingredienti per preparare la pizza. I risultati, ampiamente diffusi in rete, mostravano il suo volto raggiante e divertito, mentre tentava di condirle ed addentarle. Più che pizze sembravano strani dischi volanti, ma nello spazio non si poteva pretendere nulla di più.
Oggi potrà finalmente mangiarne una, napoletana doc e scoprire anche che, mentre lui volava nello spazio, alla pizza è stato riconosciuto il titolo di patrimonio dell’umanità.