SOS DA SINDACA LEGHISTA: MEDICI SENZA FRONTIERE, DOVE SIETE?

DI RAFFAELE VESCERA

Le battute su Facebook si sprecano contro la povera sindaca leghista di Cascina Pisana che, nel programma Tv della Rai, Agorà, ha avuto l’ardire di affermare, audite audite, che i medici calabresi è giusto siano pagati meno perché “meno bravi”. Forse stava per scapparle la parola “Terroni”, ma in Tv s’è trattenuta per decenza, certe parolacce si dicono a tavola tra amici sbronzi. Magari nelle vallate subalpine, durante una festicciola verdebarbarica, tra elmi cornuti su cape vuote, spade di latta e fiaschi a volontà.

Eppure, la lombrosiana sindaca, beffata da mezz’Italia per una innocente battuta leghista contro quei terroni là, laddove la lega nord di battute razziste ne fa più feroci contro i meridionali, ricordate le “merdacce mediterranee” e “topi napoletani da derattizzare” di un tal Borghezio che rima con screzio? Ebbene la povera sindaca ha ottenuto il suo quarto d’ora di celebrità, che noi cattivi terroni dimezziamo, omettendone il nome.

Al mio terronissimo paese pugliese, quando a qualcuno scappano tali battute, diciamo poco felici, si ride assai, si chiamano amici e passanti a raccolta, invitando l’infelice comico a ripetere pubblicamente cotanta grossolana affermazione per farla sentire in diretta e ridere, ridere assai. Si capisce, la satira e l’arte del dire, la raffinata doppiezza delle parole, il conversare per ridere prima ancora che per la burocratica comunicazione delle valli nebbiose, sono arti verbali nate sotto il sole di Magna Grecia, dove si conservano. Ancora più comico è che la battuta sia stata proferita da una pisana, la quale certamente ignora che il dna degli etruschi è simile a quello greco, non certo a quello celtico padano. E’ davvero triste che la lega attecchisca tra i campanilisti ma poco razzisti toscani.

Un commento di Saverio Orlando ripreso dalla pagina Fb Terroni, così ricorda alcuni grandi medici calabresi: “Senza voler risalire alla Magna Grecia quando a Crotone Alcmeone fondò la prima scuola di medicina o a Piria che contribuì a scoprire il principio attivo dell’aspirina o al Prof. Dulbecco premio Nobel, ricordo il Prof. Crucitti chirurgo di Papa Giovanni Paolo II o oggi il prof. Romeo primario di cardiologia a Tor Vergata, il Prof. Crea primario al Gemelli e poter continuare per ore.” Che volete, la poveretta ignora pure la famosa battuta di Gianbattista Vico “Quando a Crotone insegnava Pitagora, Roma era un villaggio di pastori.”

Cose passate, e la poverina, che ha il suo da fare, ignora pure che il suo famoso architetto Nicola Pisano, autore dello splendido duomo di Piazza dei Miracoli a Pisa, in verità era un Tale Nicola d’Apulia, allievo del mio caro Bartolomeo da Foggia che, nell’età imperiale di Federico II, fece meraviglie con il romanico pugliese, per poi trasferirsi in Toscana per dare corso a uno stile precursore del Rinascimento. Ma che glielo diciamo a fare, siamo certi che dalle loro tombe, Dante, Michelangelo e Leonardo le fanno già fischiare le orecchie a suon di lazzi e sberleffi.

Insomma non riusciamo a scrivere nulla di serio sulla battuta leghista, “E’ giusto che i medici calabresi siano pagati meno (molto meno) dei medici dell’Emilia Romagna. Ho visto i dati della differenza degli stipendi tra i medici calabresi e i medici dell’Emilia Romagna. Ci saremmo tutti stupiti negativamente se gli stipendi dei medici calabresi fossero stati più alti di quelli dell’Emilia Romagna. menomale che non è così…lasciano i bisturi negli stomaci”.

Ci dica, quanto di meno pallida signorinella toscana? La metà, un terzo, un quinto, un decimo? E quanto è meno bravo un medico calabrese che opera in condizioni di estrema difficoltà per carenze finanziarie degli ospedali posti nelle regioni povere del Sud, dove lo Stato investe per un cittadino la metà che per uno del Nord anche per la salute? Se il metro di misura dello stipendio di un medico, cara signora, dev’essere la ricchezza, la modernità e la relativa efficienza di un struttura sanitaria, ci dica, quanto devono guadagnare i medici che operano eroicamente nei villaggi africani, magari i medici senza frontiere? Nulla, immagino lei pensi, visto che mancano di tutto. Ebbene, cara signora leghista, a questo punto le converrebbe chiamare un team di medici senza frontiere al suo paese che beneficerebbe di assistenza gratis per tutti, ma forse non per lei, perché anche i medici hanno memoria e passioni umane.

Aspettiamoci ora una condanna di Salvini che mira a prendere voti anche fra i vituperati terroni, e aspettiamoci una condanna dei politici trombati meridionali e di sconsiderati neonazisti amici di Salvini. Mentre noi impariamo a fare pernacchi eduardiani e conserviamo frutta e verdura per l’occasione.