LA REGINA ELENA TORNA IN ITALIA-LE POLEMICHE DI VITTORIO EMANUELE

DI CLAUDIA SABA

Dopo la sua morte avvenuta 65 anni fa, la salma della regina Elena rientra in Italia. Se ne parlava già da qualche anno, esattamente dal 2011, anno in cui arrivò la prima richiesta di Casa Savoia.
E puntuale arriva anche la polemica di Vittorio Emanuele, con alcune critiche rivolte nei confronti della sorella Maria Gabriella.
“Ho appreso, insieme ai membri della mia Casa, con stupore, delle dichiarazioni di mia sorella la Principessa Maria Gabriella inerenti la traslazione al Santuario di Vicoforte ed a nostra insaputa della salma di mia Nonna, la Regina Elena. Non posso non rammaricarmi per il fatto che tutto ciò sia avvenuto in gran segreto, senza concedere alla Regina d’Italia, Sovrana della Carità Benefica, gli onori dovuti e soprattutto la traslazione al Pantheon di Roma, come abbiamo sempre richiesto e prima di me mio Padre, il Re Umberto II. Riportare la salma della regina in totale anonimato e in segretezza è un insulto alla sua memoria”.
Elena diventò regina grazie all’incoronazione dello zar Nicola II, avvenuta a Mosca nel 1895. Il principe ereditario Vittorio Emanuele III, era alla ricerca di una moglie e quando incontrò Elena, affascinato dalla sua bellezza,decise di sposarla.
Da allora Vittorio Emanuele III e la regina Elena non si lasciarono più, neppure quando arrivò l’esilio.
Queste le parole di Maria Gabriella alla cerimonia della traslazione avvenuta a Cuneo. “Cinquantuno anni di matrimonio in unione con gli italiani nella buona e nella cattiva sorte”
A breve anche le spoglie di re Vittorio Emanuele III di Savoia (attualmente sepolto ad Alessandria d’Egitto) arriveranno in Italia. Non si conosce ancora la data e, nell’attesa, la cappella di San Bernardo, dove ieri è avvenuta la cerimonia per Elena, resterà chiusa.
Ora le spoglie della regina aspettano l’arrivo della salma del re. Durante la cerimonia,
Maria Gabriella ha espresso gratitudine al vescovo di Mondovì, monsignor Luciano Pacomio e al rettore del Mausoleo, monsignor Bartolomeo Bessone.
Ha ringraziato inoltre tutti coloro che hanno operato con discrezione perché ciò avvenisse, con un riconoscimento particolare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si attivò fattivamente alla traslazione della salma in Italia.