IKEA. SIAMO FATTI PER… NON PAGARE LE TASSE

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Si, quelli dell’Ikea sono fatti per cambiare. Questo è lo slogan dello spot pubblicitario sotto gli occhi di tutti gli italiani. Un volto diverso in ogni situazione. Anche in fatto di tasse. Un condominio, felice, emozionante, creativo, che fa sorridere. Forse, sul tetto, del casamento Ikea dovrebbe esserci una scritta, “cambiamo anche il sistema fiscale”.
Tutto questo nel paese più politically correct dell’Unione europea, l’Olanda. È di stamani la notizia che la Commissione europea ha aperto un’indagine nei confronti della multinazionale, originaria svedese, ma con sede legale a Leida. Si suppone che il governo olandese sia stato particolarmente generoso in fatto fiscale con la grande azienda. In fatto di gettito fiscale non versato, c’è già un precedente con la Apple, per questo la UE vuole vederci chiaro.

Il modello aziendale dell’Ikea nel mondo si basa essenzialmente sul franchising, con un 3% che viene riconosciuto alla casa madre in Olanda. Ma alla Commissione della Concorrenza c’è il dubbio che almeno in due casi questo non sia avvenuto, almeno non con gli accordi regolari del sistema fiscale olandese. Si tratta di due situazioni, del 2006 e del 2011, che ora Bruxelles sta controllando. Nel caso il sospetto diventi un dato di fatto, i patti si configurerebbero come aiuti di Stato non legali, l’Ikea, quindi dovrebbe restituire le tasse mai versate.