CAMMINI FRANCESCANI DI SICILIA

DI GIUSEPPE STABILE

https://www.alganews.it

Con mio figlio adolescente nella Sicilia più autentica, aldilà delle spiagge affollate e dei luoghi comuni.

Quale modo migliore per conoscere l’essenza di un luogo, se non ripercorrendo le strade di chi ha cercato la propria anima nella natura, nel silenzio e nella preghiera? La loro testimonianza di fede, cultura e solidarietà è stata recuperata, offrendoci oggi la possibilità di riscoprire il grande tesoro di una Sicilia più autentica e nascosta.
Non solo turismo
I Cammini Francescani di Sicilia sono molto più che una semplice offerta turistica. Oltre quattrocento chilometri di sentieri percorribili a piedi, in bici e a cavallo che coinvolgono ben cinque province dell’Isola. Il tutto con l’ausilio del dettagliato sito internet www.camminifrancescanisicilia.it e di una pratica APP gratuita da usare, anche offline, con il proprio smartphone. Punto d’inizio e/o di arrivo sono i conventi, appartenenti all’Ordine dei Frati Minori e dei Frati Minori Cappuccini, dove si respira ancora oggi la medesima pace che per secoli ha accolto gli antichi pellegrini. Oltre che nelle selezionate strutture partecipanti all’iniziativa, il soggiorno è possibile anche in questi conventi, ma esclusivamente per coloro che desiderano trascorrere un periodo di ritiro personale o di gruppo, libero o con la possibilità di essere guidati nelle meditazioni da un Frate. Ognuno dei Cammini proposti offre storia e attualità, tradizione e modernità, spiritualità e turismo di qualità, in un mix unico e pieno di fascino.
Percorsi per ogni gruppo o famiglia
Sono proposti sedici itinerari, tutti diversamente affascinanti: sette da godersi in bicicletta, sei da percorrere a piedi e tre in sella ad un cavallo. Biker, trekker e cavalieri riceveranno sempre assistenza tecnica e organizzativa adeguate alle loro specifiche esigenze. Si troveranno a loro agio i viaggiatori di tutte le età, perché gli operatori turistici coinvolti sono family-friendly, offrendo servizi e prezzi su misura per famiglie con bambini, anche accompagnati dai piccoli amici a quattro zampe. Ognuno di questi cammini, una volta utilizzati da frati, monaci, briganti, commercianti, pastori e viandanti in genere, riserva bellezze generalmente sconosciute al turismo di massa. Soprattutto, vi permetterà di ascoltare la vostra parte più nascosta e preziosa: io ho percorso i Cammini Francescani di Sicilia insieme a mio figlio adolescente, alla ricerca del … dialogo perduto!
Un inizio immerso nella storia greca
Iniziamo la nostra avventura nella parte nord-occidentale della Sicilia, in provincia di Trapani, per un giro a pedali che tra uliveti, roseti e orti, con lo sguardo sempre rivolto verso un mare limpido, ci ha permesso di raggiungere Calatafimi e Alcamo, attraversando la mitica Segesta. Punto di partenza la chiesa di Santa Maria del Giubino, con la sosta davanti la grotta scelta da Arcangelo Piacentini, nato nel 1390 nella vicina Calatafimi, per lasciare la sua vita agiata e dedicarsi ad una esistenza eremitica. Le grotte, con i loro richiami mistici e ancestrali, ci hanno accompagnato lungo tutta questa avventura siciliana: la scelta radicale fatta dal giovane nobile Arcangelo, gli anni passati in meditazione, le sue numerose visioni della Madonna e i tanti chilometri percorsi lungo questi sentieri per stare accanto ai più bisognosi, ci hanno aiutato a trovare l’atteggiamento giusto per suonare l’antico campanile e iniziare a pedalare verso il parco archeologico di Segesta. Difficile descrivere il nostro stupore nel vedere apparire il panoramico teatro in parte scavato nella roccia della collina e il meraviglioso tempio in stile dorico. Molti poeti e scrittori, tra i quali Goethe e Moravia, hanno provato a descrivere l’immortale bellezza di questo luogo, probabilmente fondato da Enea e dai suoi soldati scampati alla guerra di Troia. È stato difficile staccarsi dall’enigmatica energia e artistica perfezione emanate soprattutto dal tempio, ma ci aspettavano molte altre emozioni tra i castelli e i tesori culturali di Calatafimi ed Alcamo, splendide cittadine che hanno visto il succedersi di diverse dominazioni, dagli Arabi, ai Normanni e agli Svevi.
Ogni giorno una sorpresa
Un avvincente trekking a circa 800 metri s.l.m., accompagnati dai segnali del simbolo dei Cammini Francescani (le 4 tau) che segnano tutto l’antico tragitto, ci permette il giorno successivo di godere di vari punti panoramici su l’incanto delle Eolie e la maestosità dell’Etna. Siamo nell’appennino siculo, tra i Nebrodi e le Madonie: partiti dall’incanto del centro storico di Mistretta raggiungiamo gli affascinanti scorci e la lunga storia di Nicosia, città delle cento chiese e delle ventiquattro baronie. I tanti, calorosi incontri, che riescono perfino a distogliere mio figlio dall’onnipresente telefono con cuffiette annesse, ci raccontano una Sicilia sconosciuta, accogliente, passionale, piena di dignità e fiera della propria identità, con tante persone impegnate a tutelare e promuovere tradizioni e relazioni solidali. Una terra forte, piena di radici e contrasti, dove convivono anche splendidi palazzi baronali e case rupestri scavate nella roccia, i famosi ingrottati, nei quali, accolti da persone con valori antichi, abbiamo gustato tradizioni contadine, vini genuini e antiche ricette.
Un tripudio di sapori
La cucina siciliana è nota per la propria bontà, ma attraverso i Cammini Francescani ne abbiamo potuto assaggiare la tradizione più autentica. Tutti gli operatori coinvolti, oltre a offrire calorosa ospitalità e affascinanti location fuori dai soliti circuiti, garantiscono piatti preparati con prodotti genuini del territorio seguendo le ricette più tradizionali, frutto di un incredibile mix tra sapori e spezie di tutto il Mediterraneo. Abbiamo assaggiato primi piatti gustosissimi, dalla pasta con le sarde o alla norma, ai tanti tipi di cous cous, così come pesce freschissimo o carni degli allevamenti incontrati lungo i nostri sentieri. Senza parlare dei dolci, con cannoli, cassate e pasta di mandorle preparate con gesti senza tempo e ingredienti freschi delle fattorie ospitanti. La Sicilia è anche il regno dello street food, apprezzatissimo soprattutto da mio figlio: dal mattino fino a tarda notte, tra i vicoli dai mille colori e profumi, è impossibile resistere alla colazione con briochese granita, agli spuntini con le panelle (frittelle con farina di ceci) nelle mafalde, alle merende con le arancine (rigorosamente al femminile) dai mille ingredienti, fino ai tanti dolci, tra i quali le inimitabili minne (dolcetti con la forma del seno delle donne). Tra le tante prelibatezze assaporate, non posso non segnalare i vini biologici dell’antico baglio Florio, che nel secolo scorso ha fatto arrivare il Marsala in tutta Europa, e la caponata siciliana arricchita con la famosa cioccolata di Modica!
Le grotte sempre protagoniste
Tra le tappe raggiunte dai Cammini c’è l’antica cittadina di Gangi, situata a 1000 s.l.m, eletto nel 2014 Borgo più bello d’Italia. Un titolo meritato, per un borgo che, forte di una comunità accogliente e solidale, offre al visitatore monumenti, chiese, vicoli e clima veramente unici. Al pari del vicino Sperlinga, anch’esso nella lista dei Borghi più belli dello Stivale: un gioiello incastonato nella roccia dove si parla un dialetto gallo-italico e con un bellissimo castello rupestre. Tutto sembra gradualmente prepararci verso un viaggio più profondo e intimo, alla scoperta della bellezza che anche io e mio figlio ci portiamo dentro nella nostra parte più segreta. Tra natura, storia e pietra: il percorso che tutti, ogni giorno, siamo chiamati a fare, ripercorrendo la propria storia personale, per ritornare alla nostra natura e riscoprire le fondamenta interiori radicate nella roccia evangelica. Occasione privilegiata, il Cammino da Modica a Cava Ispica: un’avventura sorprendente che abbiamo affrontato a piedi e a cavallo, percorrendo un lungo corridoio ecologico che preserva da millenni flora e fauna, in un percorso archeologico, culturale e naturalistico che attira persone da tutto il mondo. Costeggiando il letto del fiume, tra specie vegetali apparentemente scomparse, ci imbattiamo in innumerevoli testimonianze di necropoli preistoriche, catacombe cristiane, oratori rupestri, eremi monastici e abitazioni scavate nella roccia dalle popolazioni che vi hanno vissuto nei secoli, fino al devastante terremoto del 1963. In questo luogo primordiale e potente, esplode il contrasto con la nostra ansia tecnologica, con la bulimia di veloce e superficiale partecipazione e con l’apparente necessità di accumulare il superfluo. Eppure sappiamo già tutto; tornare all’essenziale, ad un’esistenza rispettosa delle energie personali, della nostra anima e dell’ambiente che ci circonda: di cos’altro abbiamo bisogno?
Rotta verso il mare
Attraversando i tanti luoghi resi celebri dalle indagini del Commissario Montalbano nella provincia di Ragusa, saliamo gradualmente fino a Chiaramonte Gulfi, l’incantevole Paese degli otto Musei, dell’olio prelibato e dei ristoranti raffinati. Soprannominato il balcone di Sicilia, gode di un’invidiabile posizione panoramica, con la vista che spazia da Gela all’Etna, fino alle coste africane. È il momento di raggiungere in automobile la celebre Taormina da dove intraprendere l’ultima tappa di questi Cammini Francescani. Con un agevole itinerario ciclistico di circa trenta chilometri, da Giardini Naxos raggiungiamo l’affascinante Savoca, tra panorami mozzafiato e curiosità antropologiche, cultura popolare e storia medievale, fino al traguardo della nostra avventura, il convento dei Cappuccini che nella sua cripta custodisce le antiche mummie dei notabili del paese.
Il valore dei Cammini
I Cammini Francescani di Sicilia non sono solo un’avvincente proposta turistica, ma offrono l’incontro con persone, tradizioni, culture e luoghi che lasciano un segno nell’anima. Anche condividere il viaggio con mio figlio adolescente è stato tanto emozionante quanto impegnativo; dopo una settimana così intensa, le sue parole mi hanno ammutolito: “Papà, devi ancora imparare ad ascoltare e ad apprezzare il valore del silenzio”. Non c’è dubbio, ho ancora un lungo cammino da percorrere.

 

BOX
Il progetto “Cammini Francescani in Sicilia”, co-finanziato, all’interno dei Progetti di eccellenza Culto e Cultura, dall’Assessorato al Turismo della Regione Sicilia e dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, si propone la valorizzazione turistica di alcune realtà conventuali francescane, localizzate in siti di particolare rilievo. Sette percorsi in bicicletta, sei a piedi e tre a cavallo per un totale di oltre 400 km, che tra natura incontaminata, storia e cultura consentono di scoprire una Sicilia inedita e affascinante, in un mix di spiritualità e turismo di qualità. Grazie al sito www.camminifrancescanisicilia.it e alla APP gratuita è possibile organizzare agevolmente il proprio percorso, usufruendo dei servizi specialistici per biker, trekker e cavalieri, dell’attenzione e delle tariffe riservate alle famiglie con bambini e delle strutture dedicate agli amici a quattro zampe.