GIUSEPPINA PROJETTO: QUANDO VIVERE A LUNGO VUOL DIRE ATTRAVERSARE LA STORIA

DI ANNA LISA MINUTILLO

Le prospettive di vita si sono allungate con il trascorrere del tempo, attraversare la storia, gli eventi e ritrovarsi con un viso e con una memoria storica che si dipingono di rughe preziose e ricordi che accompagnano il proseguire dell’esistenza non è impresa facile, soprattutto quando la vita ti pone davanti a situazioni, problemi e ostacoli da superare.
Il primato della longevità apparteneva a Ana Maria Vela Rubio, di Barcellona. La donna si è meritata l’appellativo di ” nonna D’ Europa” . Dopo la sua scomparsa il primato è passato alla signora Giuseppina Projetto di Montelupo, già decana d’Italia, che compirà 116 anni il prossimo 30 maggio
ed è la quinta nel mondo. La signora Projetto nasce alla Maddalena, ma è di origine siciliana: il nonno materno si era trasferito dalla Sicilia con la spedizione di Giuseppe Garibaldi ed il padre Cicillo Projetto, originario di Sciacca, aveva conosciuto la madre durante il servizio militare in Sardegna.
Giuseppina Projetto ha vissuto due guerre, attraversando un secolo di storia e di vicende. Momenti felici e di difficoltà che l’hanno portata, dalla sua isola, in Toscana e a Montelupo Fiorentino, dove ha messo radici. E dove sono tutti orgogliosi di poter coccolare la terza donna più vecchia del mondo, alle spalle di due giapponesi che hanno superato i 117 e i 116 anni.
L’orgoglio oltre a quello dei cittadini di Montelupo è anche del sindaco Masetti che ha dichiarato : “Le sono molto legato, andare a festeggiare i suoi 114 anni fu il mio primo impegno da sindaco”
Nel passato di nonna Giuseppina anche una tremenda tragedia. Il figlio Renato infatti morì a soli 39 anni nel tentativo di salvare alcune persone che stavano annegando in mare.
Un dolore profondo e difficile da superare, sopravvivere ad un figlio dilania l’anima e richiede tempo per essere superato, ma forse non lo si supera mai, accompagna per il resto della vita, creando profonde ferite.
Una storia di resistenza ma anche di dolci rughe, di ricordi da custodire, da condividere con chi circonda di affetto e rispetto quanti riescono ad arrivare a raggiungere questi importanti traguardi.
Gli italiani non sono nuovi a casi come questi: grazie ad un insieme di fattori come dieta, società e clima, sono infatti il popolo più longevo d’Europa e dell’intero mondo occidentale, ed il secondo popolo più longevo al mondo dopo i Giapponesi. Le donne italiane vivono attualmente quasi 85 anni e gli uomini italiani circa 80: in media un italiano vive circa 83 anni, 2 anni in più di tedeschi ed inglesi e ben 4 di più degli statunitensi.
Seppure gli over 70 risultano essere partecipi nella vita sociale e familiare ritenendosi personalmente utili, emergono le difficoltà nei riguardi del loro ruolo sociale. Molte sono infatti le persone anziane che pensano che la società tenda ad emarginare le persone più avanti con gli anni. Solo 1 su 5 è convinto che siano adeguatamente compresi e assistiti, percezione che si fa particolarmente critica fra chi ha delle condizioni di salute e di vita più compromesse e vive in prima persona tali difficoltà.
Non va mai dimenticata l’importanza che le persone anziane ricoprono all’interno della nostra società, oltre a garantirci la memoria storica ed a creare con la loro esperienza un anello di congiunzione con il passato, svolgono un ruolo di aiuto e supporto all’interno delle nuove famiglie che vengono a crearsi.
Spesso si ritrovano ad accudire i loro nipoti, a dare una mano nello svolgere faccende gravose alle quali i figli impegnati con la giornata lavorativa non riescono ad espletare, non da ultimo data la situazione di crisi economica che sta colpendo il nostro paese, danno un contributo economico laddove vi siano situazioni di perdita del lavoro e situazioni di difficoltà a cui non si riesce a far fronte.
Un capovolgimento di ruoli per la “generazione argento”, così come viene chiamata la generazione degli under 70, che invece di ricevere aiuti si ritrova a fare i conti con ” discutibili” pensioni che vengono ancora una volta messe a disposizione dei figli.
Un amore che non si ferma, ma che prosegue anche con il trascorrere del tempo e che dimostra quanto il ruolo di genitori non termini mai, per questo
è necessario che tutte le istituzioni, si impegnino a garantire interventi di sostegno, sia sociosanitari che sociali, in maniera continuativa e omogenea, a seconda delle diverse esigenze, prevedendo diverse soluzioni, dall’assistenza domiciliare agli alloggi protetti fino al ricovero nelle strutture.
Invecchiare fa paura al 41 per cento delle persone anziane, Il timore più grande è la perdita dell’autosufficienza (il 72% la teme molto), seguono le malattie (51%), le limitazioni nel movimento (50%), il dolore e la sofferenza (49%), l’instabilità psichica (45%).
Anche se bisogna non dimenticare che la cura della singola malattia ha permesso di allungare la sopravvivenza di molti pazienti, bisogna garantire il benessere e la giusta assistenza a chi appunto è riuscito a sopravvivere agli urti della vita.
l’Italia, grazie alle buone abitudini alimentari e ad un ritmo della vita un pò più lento rispetto ad altri paesi del mondo, figura tra i paesi che danno la possibilità di vivere più a lungo.
il periodo di tempo che possiamo aspettarci di vivere è strettamente collegato all’area geografica in cui viviamo.
I luoghi più favorevoli per vivere a lungo hanno un’alta stabilità politica, opportunità economiche di successo, sistemi sanitari moderni ed accessibili, buone pratiche igieniche e servizi, alti livelli di istruzione e governi che incoraggiano i propri cittadini a condurre un sano stile di vita.
Tutti aspetti che non vanno sottovalutati ma che ricoprono un ruolo di rilievo nelle nostre esistenze.
Molti sostengono che al sud Italia si viva meglio rispetto al nord, grazie al sole, al clima, alla natura, all’aria buona, ai prodotti genuini. E’ tutto vero, anche se le statistiche dimostrano che si vive più a lungo al nord, e non di poco: la vita media nel nord Italia è 4 anni più lunga che non al sud. Di per sé qualcosa che appare assurda ma i numeri, che non sono opinioni, attestano proprio questo. Uno dei fattori determinanti per la longevità al nord è legato al servizio sanitario: se una persona ha un infarto o una grave malattia, al nord ha molte più possibilità di riuscire a sopravvivere.
Ecco perché diventa importante non tralasciare la cura e l’impiego dei fondi da destinare alle aree del sud che spesso sono dimenticate ed abbandonate a se stesse.
Ma un occhio attento è indubbiamente da riservare all’impiego che viene fatto dei soldi destinati alla sanità che viene destinato a questo scopo.
L’invecchiamento è un processo, non uno stato, che inizia all’età zero e si sviluppa nel corso degli anni. Proprio per questo le politiche sociali non possono limitarsi ad intervenire tardivamente.
La longevità è anche una questione di carattere. Per campare cent’anni bisogna essere ottimisti, religiosi, instancabili lavoratori, attaccati alla propria terra e alla famiglia e pure un po’ testardi. Lo dimostrano i super anziani del Cilento, che superati i 90 anni continuano a godere di un benessere psichico superiore a quello dei loro figli. Questo è quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’università Sapienza di Roma, in collaborazione con l’Università della California a San Diego.
Ciò che accomuna questi 29 anziani in età comprese tra i 90 ed i 101 anni è l’amore per la loro terra, in cui trovano un motivo per continuare a vivere, può sembrare banale ma ancora una volta la conferma di quanto avere uno scopo nella vita sia di rilevante importanza emerge, così come emerge l’importanza del sopraggiungere della saggezza che tralascia il superfluo per dare rilievo alle radici che affondano nell’amore per i loro luoghi custodi di ricordi e di stimoli, antichi ma al tempo stesso sempre nuovi.
E’ importante riuscire a vivere a lungo e vivere bene, ma altrettanto importante è avere rispetto di chi ci ha preceduto e fare tesoro di insegnamenti che non diventano mai obsoleti ma che ci hanno dato la possibilità di diventare ciò che siamo, anche se spesso ci dimentichiamo di quanto dobbiamo a chi con capelli d’argento e rughe di esperienza, non si limita ad osservarci ma ci aiuta quotidianamente, rendendoci persone migliori, sta sempre a noi non voltarci dall’altra parte e stringere quelle mani, custodire quei ricordi che sopravviveranno al tempo, se solo lo permettiamo.