LE TANTE E VARIE SCRITTE SUI MURI DI TORINO

DI MARCO GIACOSA

«Greta ti amo», ha scritto qualcuno su un muro di via Madama. «Dillo a Greta», qualcun altro ha risposto, con uno zelo che nella sua esagerazione rende memorabile il paradosso. «Casa x tutti», ha scritto uno in via Garibaldi, e un altro ha risposto: «All’Ikea?». In via Fiochetto l’affermazione: «Penso dunque sono». «No», la replica, sempre con lo spray. Sembra che a Torino più che in altre città sia diffusa l’abitudine al dialogo sui muri. In via Nizza, nella zona delle poste, c’è un garbuglio di parole: «Torino è antifascista», diventata «Torino è tanto fascista», il successivo e per ora ultimo passaggio ha prodotto l’attuale «Torino è tanto antifascista». In via Saluzzo «San Salvario Antifagiolo» evocherebbe il borlotto, in realtà è soltanto la mutazione dell’originaria «San Salvario Antifa». In Barriera qualcuno ha scritto «Perdona ogni mio sbaglio. Ti amo giuro», la risposta: «Auguri». Dissacranti, sarcastiche, volgari («Greta ti amo», in via Donizetti, irriferibile la reazione – si suppone una Greta diversa), le risposte sono indicative dello stato emozionale collettivo. Attorno a corso Dante qualcuno da anni rincorre con un pennarello le firme «Paste», per significargli un epiteto che incomincia con la C. Conveniamo: si diverte con poco. In fondo, «Questa è Torino, mica New York», come dice un altro muro, in via Menabrea.
[Buongiorno Torino, sulla Stampa di oggi, cronaca To]

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