NON DICO PIU’ BUON NATALE, PIU’ ONESTO DIRE BUONE FESTE

DI CLAUDIA BALDINI

Nonostante si faccia festa e si stia in compagnia, a me il Natale intristisce. Ricordi radicati, ma non più presenti, un senso della famiglia perso, e troppo consumismo e luccichio.

Stonato assai con tanti milioni di poveri, con tante famiglie in difficoltà e tanti ragazzi che non credono a ideali. In mezzo a guerre e soprusi di ogni tipo nella terra che chiamano della cristianità, dove ogni anno fanno nascere un bambino e a lui caricano un mondo infame sul groppone.

Natale dei poveri, Natale della violenza sulle donne, che continua e si inasprisce come ai tempi miei e anche più.

E’ così inutile, ogni anno puntare su un nuovo Natale, se non cambiamo noi stessi, se non smettiamo di trovarci scorciatoie improbabili per cambiare le cose, se non ci guardiamo intorno e scopriamo la realtà.

Un esempio? Stamane a fare analisi, i bambini hanno la precedenza, ma non di colore. Mezza lite tra l’infermiera e due mamme, era arrivata prima un bel pò e aveva il numero ad attestarlo, la signora con il velo, ma l’altra diceva ” prima i nostri e io devo andare a lavorare, mica come loro che li manteniamo”.

E tranne l’infermiera che esibiva il biglietto e me, che come al solito non so tacere, altre 20 o 30 persone mute.
E finchè non sono andata via mi hanno guardato storto.

Il bambino ha avuto quello che gli spettava, grazie al personale ma noi non siamo più persone.

Non dico più Buon Natale, perchè non ha quel senso che era anche intensamente laico di speranza e intenzione di cambiare e migliorare la vita della gente che ha più bisogno, rinunciando ai nostri sprechi immensi, con i quali abbiamo anche rovinato il pianeta che verrà.

E’ più onesto dire Fatevi buone feste.

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