EMANUELE FILIBERTO: “I PARTIGIANI CON LE LORO 179 ASSOCIAZIONI COSTANO AL CONTRIBUENTE 3 MILIONI DI EURO”

DI: VINCENZO PALIOTTI

Questo è quanto afferma il “principino” Emanuele Filiberto di Savoia sui social. La cosa farebbe ridere se non ci fosse il ricordo di tanti “parassiti” morti per dare al paese un futuro di libertà e democrazia di cui gode anche lui, che non solo offende chi ha lottato per tutto questo ma offende lo Stato italiano, fondato su questi principi, lo Stato italiano che gli ha dato una cittadinanza, che visti i trascorsi della sua “illustre casata” non meriterebbe. Principi che il suo bisnonno, che lui vorrebbe al Pantheon, ha calpestato favorendo il nazifascismo, la guerra che ha distrutto intere generazione, e senza mai dimenticarlo, le leggi razziali che sono state il suggello di quel ventennio che ha gettato il paese nel periodo più nefasto della sua storia moderna. In quanto al parassitismo, che lui tira in ballo, ci dica come hanno vissuto lui e i suoi parenti, con quali risorse se non con quelle dei contribuenti che gli hanno consentito una vita che i poveri “parassiti” non hanno neppure potuto sognare di avere allora come oggi, quei contribuenti che con la complicità, colpevole, degli attuali governanti si dovranno fare carico delle spese di traslazione della salma del suo “illustre” bisnonno, come se non bastasse quanto già dato. Se ne faccia quindi una ragione il “principe”: l’Italia è una Repubblica nata dall’antifascismo, con il contributo fondamentale dei “partigiani parassiti”, fondata sul lavoro e non sul mantenimento per “diritto divino e di nascita”. E lasci stare in pace i “parassiti partigiani” che con i tanti parassiti che la storia ci ha imposto, compreso la sua “illustre casata” non hanno nulla a che spartire.