ALLA MESSA DI NATALE PER I RIFUGIATI IN ITALIA DEL CENTRO ASTALLI

DI MASSIMO WERTMULLER

Ho partecipato alla messa di Natale per i rifugiati in Italia che si tiene ogni anno sotto l’ala del Centro Astalli. E ho letto, in questa occasione, un testo sui profughi di quel genio della parola che è Alessandro Bergonzoni .Ma il Centro Astalli non si occupa di rifugiati in generale, esercita anche una particolare funzione. Il social è, direi purtroppo, anche uno specchio della società di oggi. E qui sopra,su facebook,ancora adesso,si possono leggere delle farneticanti opinioni sullo IUS SOLI. Il diritto di cittadinanza,secondo alcuni degli autori di queste perle di opinioni,”va meritato”,”chiedano la cittadinanza di casa loro”,”così si attenta alla Patria!”,e peccato che su FB si possano allegare fotografie ma non musiche,sennò qui ci stava bene di sottofondo l’inno d’Italia.In questo paese siamo strozzati dalle mafie,dalla corruzione,dall’inciviltà,siamo stati un paese d’emigranti,e ci preoccupiamo che un bambino nato qui,da genitori che vivono e lavorano qui da tanto tempo,che non delinquono,ci preoccupiamo che un bambino che studia e gioca qui con altri bambini italiani come lui,che di diverso hanno solo il colore della pelle,non venga riconosciuto italiano prima che abbia compiuto i 18 anni!Deprivando,così,lui non solo della sua identità,non solo della sua patria di nascita,perchè quella dei genitori forse manco esiste più,ma anche della sua infanzia.Ecco,allora,dicevo,che il Centro Astalli si occupa,in special e particolar modo,di dare non solo accoglienza-quando sono stato a visitare il Centro era pieno di ragazzi volontari che cucinavano e servivano ai tavoli della mensa,ragazzi che invece di fare a cazzotti per un cellulare nuovo passavano giornate in quel modo-ma anche collocazione a ingegneri,a dottori,a laureati,a diplomati scappati dalle guerre.Sì perchè,ad onta dei nostri “patrioti”, da un paese disastrato scappano pure i laureati che magari avevano lì,oltre alle proprie radici, anche il proprio lavoro.A questa messa cantava un complesso musicale congolese con splendidi bambini al seguito. Mi piacerebbe chiedere ad uno di questi intransigenti,che appunto magari la domenica va pure a messa,di guardare negli occhi una di queste splendide piccole creature e dirgli che della sua cittadinanza non se ne fa nulla”perchè la legge va bene così com’è….”…Io credo che invece di respingere, temere, persino odiare, solo perchè diverso fisicamente da noi, oppure perchè pensiamo minacci i nostri privilegi, chi viene qui per rifugiarsi e rifarsi una vita, dovremmo pensare alle cause di quell’esodo, che altrimenti aumenterà con buona pace degli intransigenti patrioti. Dovremmo pensare, come occidente,ad investire per eliminare la povertà. Dovremmo smetterla con le guerre e coi mercati della morte. E sapete che altro credo? Io non sono cattolico praticante. Sono un laico. E per me quello che per un prete è Dio, è il Bene. Oppure Gesù. Il Gesù umano, però, che io trovo il più grande rivoluzionario di tutti i tempi. Quindi credo che il Bene, o Dio, o Gesù, sia soprattutto nell’accoglienza, nell’aiuto al più fragile, al più bisognoso.Oggi,a quella messa, il Bene, o Dio, o Gesù, era con quei musicisti congolesi. Erri De Luca dice che se oggi vivesse Gesù, sarebbe in mezzo a quelle creature sfortunate , su uno di quei canotti mossi dal vento della disperazione. Molto più umilmente lo credo anch’io…

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