MICHELE PLACIDO E SUA MOGLIE: QUANDO L’AMORE FINISCE LA “PEPERONATA” PUO’ AIUTARE

DI RENATA BUONAIUTO

Vanity Fair in queste ultime 24 ore sta monopolizzando la rete. L’intervista rilasciata da Federica Vincenti, moglie di Michele Placido, ha generato un tale tam tam di gossip, che forse nemmeno chi l’ha scritta se lo sarebbe mai immaginato. O, forse si.
Il 18 dicembre la rivista titola: “Quando la vecchiaia ingoia l’amore”.
Federica si difende e, a distanza di 2 giorni invia una lettera al giornale.
Il titolo è “Il dolore delle false parole”.
A questo punto, diventa doveroso leggerle, queste parole.
Non è storia di oggi o di ieri. Da qualche tempo il mio corpo mi stava parlando, ma io non ero capace di ascoltarlo. Avevo spesso mal di stomaco. Ero sempre contratta, nervosa, in ansia. …”,
Fino a qui nulla di male, verrebbe da ipotizzare ad un inizio di colite nervosa, una forma influenzale, ma prosegue: “Mi ha aiutato la psicobiorisonanza: insegna a fermarsi, a tirar fuori la propria voce “…le cose cominciano a complicarsi. Che sarà mai la “psicobiorisonanza”, adesso anche la psicologia diventa biologica e la diagnosi vien tirata fuori con tanto di “cassa di risonanza”? Certo è che la Federica, rispolvera il suo pianoforte, cambia nome in Luna ed inizia la sua nuova vita d’artista.
Le domande adesso diventano più esplicite, ci si chiede se Michele Placido approvi e condivida queste sue nuove passioni. E lì Federica dichiara “Non la vede molto di buon occhio. Ma è naturale vada così: l’amore cambia. Quando è agli inizi non ci pensi: che un giorno quella differenza d’età vi dividerà per forza di cose, che tra voi ci sarà la vecchiaia, e che sarà abissale” e, ove mai non fosse stata sufficientemente esplicita prosegue:“Si è allargata, piano piano. Fino a farsi voragine, non a distruggerci, ma a governare lei”…il racconto continua…” È raro che usciamo, ma l’altra sera per esempio eravamo a un concerto di Ermal Meta. Ballavo. Mi ha guardato: “Fede, ma che stai a fà? Che te balli?”, certo però pure tu Michele, quasi quasi te la sei voluta!
Poi il quadretto familiare riprende vita. “Continueremo a lavorare insieme. A cenare insieme tutte le sere, con lui che cucina la peperonata e io la parmigiana di melanzane. A educare nostro figlio” ma il Mulino bianco ha vita breve “…a 70 anni l’uomo della mia vita e padre di mio figlio resta l’uomo della mia vita e il padre di mio figlio anche nell’allontanarci, anche a stagione dell’amore finita, perché comunque resta che io ci sarò sempre per lui e lui ci sarà sempre per me, e questo ci fortifica”. L’amore è finito.
A questo punto veniamo alla lettera.
“…Non ho mai cacciato di casa nessuno…non c’è stato nessun addio… Si è voluto scrivere che ho mancato di rispetto a mio marito, umiliato a 71 anni dalla moglie giovanissima…” “ho solamente condiviso anche un tema che pensavo potesse interessare a tante donne e uomini, parlando semplicemente della trasformazione di un rapporto: che cosa significa stare con un uomo con cui sei cresciuta in un amore che subisce per forza di cose cambiamenti, momenti difficili. Ma chi non li attraversa?”
Crisi scongiurata, dunque? Solo una riflessione ed una chiacchiera fra donne? Non lo sappiamo. Certo è che per un uomo di 71 anni che trova “inutile” ballare, queste dissertazioni sulle voragini e sulla differenza d’età, non avranno fatto bene. In ogni caso oramai la peperonata è stata presentata e toccherà farci i conti, speriamo solo non sia stata proprio lei a causarle il “mal di stomaco”.