SANDERS VS TRUMP: PER UNA VOLTA NELLA TUA VITA MANTIENI LA PAROLA DATA

DI CARLO PATRIGNANI

For once in your life, keep your word, ossia per una volta nella tua vita, tieni la parola data. E qual’è la parola data? Ogni americano sa che durante la sua campagna elettorale per la presidenza Donald Trump ha detto ripetutamente che non avrebbe tagliato Social Security, Medicare, Medicaid.

Con queste parole il vegliardo signore del Vermont, Bernie Sanders, si era rivolto direttamente al Presidente degli Usa, Donald Trump, che, venuto meno alla promessa fatta, ha salutato l’approvazione della riforma fiscale – the tax bill – da parte del Congresso degli Usa la maggiore per portata e ampiezza dal 1986 ad oggi, come una vittoria storica per gli americani.

Se il Presidente Usa si è successivamente lanciato nel roboante annuncio: l’America sta tornando grande, il ben più mite signore del Vermont ha ricordato ancora una valota a Trump l’impegno preso con gli elettori per cui con la dirigenza repubblicana avrebbe dovuto tener fede al veto su qualsiasi norma o legislazione che avrebbe comportato tagli alla Sicurezza Sociale, al Medicare o al Medicaid.

Ai toni trionfalistici di Trump grande, grande giorno, si contrappongono quelli preoccupati di Sanders: oggi è il saccheggio del Tesoro federale, è la vittoria per i fratelli Kock e per altri ricchi sostenitori della campagna repubblica che vedranno enormi agevolazioni fiscali per se stessi, ma è il disastro per il popolo americano. Oggi è una vittoria per le più grandi e redditizie società del nostro Paese, come Apple, Microsoft, Pfizer e la General Electric che nonostante i profitti da record, vedranno ora centinaia di miliardi di dollari in agevolazioni fiscali.

Se le previsioni entusiastiche dei Repubblicani parlano per il futuro di una crescita dell’economia americana del 4%, quelle di Sanders di segno opposto circoscritte al presente dicono che il deficit federale di circa 1,5 trilioni di dollari prodotto dalla tax bill, e i Repubblicani lo sanno, peserà sul popolo americano: inevitabili i tagli ai diritti sociali acquisiti e addio alla Social Security e alla Medicare, l’assistenza sanitaria per tutti, mentre, nel contempo, la tax bill darà l’83% dei benefici all’1% a più alto reddito e genererà un incremento delle tasse a 92 milioni di famiglie della middle class entro i prossimi dieci anni.

Insomma, due modi d’essere e due visioni culturali profondamente distanti, due modi diversi di fare e intendere la politica che si esprimono con linguaggi inconciliabili: Trump è arrivato a cancellare le parole più fastidiose, Obamacare, global worning, fetus, entitlement, evidence-based, science-based, diversity, transgender, vulnerable, Jewsh people, civil rights moviment, per togliersi di torno temi scottanti come sanità universale, cambiamento climatico, aborto, contraccezione, procreazione, sessualità, evidenza scientifica e scienza, antisemitismo, razzismo e xenofobia, Sanders sulle stesse parole, al contrario, ha costruito il suo programma Our Revolution per una società più giusta che riconosce i diritti fondamentali delle donne, delle famiglie, dei giovani, a prescindere dal colore della pelle e dalle rispettive culture.