CATALOGNA, IL RISCHIO DEL RISVEGLIO NAZIONALISTA

DI MATTEO MARCHETTI

Dimezzata la Cup, in calo i “colauisti”, vincono gli indipendentisti di Puigdemont. A definitiva riprova che l’opzione repubblicana e socialista – vagheggiata da tanti compagni in cerca di una nuova Brigata internazionale – non è mai esistita, né è mai stata sul tavolo. La quota “anticapitalista”, “de sinistra”, nella Generalitat non ha mai inciso davvero.

La questione catalana oppone la borghesia di Barcellona alla borghesia di Madrid. «Els nostres diners», non «els nostres drets». Il catalanismo è una costruzione ideologica che punta a nobilitare (e a mobilitare) una questione molto, molto più bassa, e che si potrebbe sintetizzare in: sono la regione più ricca, non voglio mantenere le regioni povere; sono a capo di una regione ricca, non voglio essere guardato dall’alto in basso da un asturiano.

Se mai la Catalogna sarà una nazione sovrana (e Dio ce ne scampi), sarà una nazione saldamente governata da un centrodestra che meno di dieci anni fa si vantava – e a ragione – di avere applicato prima e più duramente i tagli allo Stato sociale. E nel frattempo, questo processo rischia di favorire un risveglio nazionalista, in Catalogna nel resto della Spagna.

Arriba España = Arriba Catalunya