SUL “CASO BANCA ETRURIA” ARRIVA LA MARTELLATA FINALE

DI FABIO BALDASSARRI

Dal Corriere della Sera del 23 c.m. (http://www.corriere.it/…/banche-segreti-celano-l-intreccio-…) arriva la martellata finale sul “caso Banca Etruria” per mano di Stefano Passigli: editore toscano, docente universitario con esperienze ad alto livello nel mondo della finanza, sottosegretario alla presidenza del consiglio del governo D’Alema II e poi sottosegretario all’Industria del governo Amato II. Nulla vi è di casuale in quanto scrive Passigli rispetto al fine che si propone. È guerra senza esclusione di colpi, ma compiuta nella tradizione del cinquecentesco Segretario Fiorentino. Nell’editoriale non appare il nome dei responsabili onde non entrare nel tritatutto della polemica pre-elettorale e per non incorrere nel rischio di cause di responsabilità civile (vedi il caso De Bortoli/Boschi) che, come ben sappiamo, non si compiono mediamente in meno di 367gg. Però ci sono tre indizi che lasciano intuire come stiano veramente le cose. Li cito testualmente:
1) “Il balzo nel valore delle azioni delle banche popolari nei due mesi precedenti il decreto legge che diede il via alla riforma fu del 10-25%, mentre quello delle azioni di Banca Etruria – che di lì a tre settimane sarebbe stata commissariata e posta in risoluzione per la sua fallimentare situazione – fu nella settimana precedente il decreto di quasi il 70%. Indice indubbio che proprio su Banca Etruria si concentrarono manovre speculative e operazioni di insider trading.”
2) Un’attenzione particolare e accurata riflessione la riserverei anche a questo interrogativo che cautamente, ma senza troppi giri di parole, Passigli pone “Vi sono state operazioni condotte dall’estero, e in particolare da finanziarie israeliane [ndr, secondo voi in Italia facevano riferimento a chi?] o comunque da società off shore [ndr, secondo voi in Italia facevano riferimento a chi?].”
3) E poi conclude “In altri sistemi politici – dalla Francia degli anni Trenta agli Stati Uniti dello scandalo dei mutui sub-prime o all’Inghilterra della manipolazione dell’indice Libor preso a base dei prestiti interbancari – i responsabili sono stati identificati e allontanati”.

P.S. – Possiamo immaginare come (dopo il caso De Bortoli/Boschi) l’articolo di Passigli sia stato monitorato con particolare cura dall’ufficio legale del Corriere della Sera e, solo dopo, abbia ricevuto il “visto si stampi”.