COSA HO IMPARATO SUI MATERASSI.  E NON SOLO

DI FLAVIA FRATELLO

Da ieri i gemelli non ci sono più.
Sono rimasti qui per 32 giorni. 
Che sommati ai 24 di quello precedente (abbandonato ad ottobre) fanno 56 giorni di materasso.
Il che mi ha permesso di imparare alcune cose:
1) I politici rubano? Si, forse, no.
Ma noi non siamo molto meglio quanto a coscienza civica. Anzi.
2) Gli attivisti 5 stelle sono molto suscettibili. Nonostante io non abbia mai imputato direttamente alla sindaca Raggi la colpa della presenza dei materassi, il solo mettere le foto online è stato per loro motivo di offesa sanguinante. C’è chi è arrivato a negare l’evidenza, accusandomi perfino di taroccare le fotografie pur di far fare brutta figura alla loro beniamina.
2 bis) E allora il PD?
3) AMA non funziona. L’azienda che si dovrebbe occupare dello smaltimento dei rifiuti a Roma è un disastro, lo era prima della Raggi, lo è tutt’ora.
4) AMA non funziona ma tutti sono prodighi di consigli su come allertarla per portare via i rifiuti ingombranti. Mi sono stati mandati link e numeri di telefono a cui rivolgermi. Il risultato sono state ore d’attesa all’apparecchio e appelli caduti nel vuoto.
5) Dare consigli è facilissimo: fra i miei preferiti: “portali via tu”.
6) Meglio nuovi. Se proprio dovete buttare qualcosa non aspettate che sia completamente distrutta. Vale per tutto, per i materassi ancora di più. Qualcuno che apprezza c’è sempre ma anche loro hanno un limite.
7) Oltre ai materassi in questi 3 mesi sono comparsi: un microonde, un boiler, un armadio piccolo, utensili da cucina. Tutti spariti nel giro di 2 giorni. Segno che AMA non funziona ma i riciclatori si.
8) I primi della classe esistono. Il comune di Milano, rispondendo al tweet di un signore che mi segnalava un materasso in zona Lorenteggio, ha chiesto se potevamo dirgli la strada precisa in modo da andarlo a prendere.
Per poco non svenivo dall’emozione.
9) Complotto o meno una cosa è certa: fino allo scorso settembre non mi era mai capitato di trovare materassi sotto casa. E soprattutto che ci restassero così a lungo. Forse era un segnale. Ci penserò.          
10) Auguri.