IL DOSSALE PERUGINO DI VIGOROSO DA SIENA

DI VANNI CAPOCCIA

La prima sala della Galleria Nazionale dell’Umbria è così ricca di capolavori che da sola farebbe la felicità di ogni museo. I marmi di Arnolfo, il crocifisso dipinto del Maestro di san Francesco, il Trittico Marzolini, le bronzee portatrici d’acqua della Fonte di piazza, i Grifi e Leoni alati bronzei sono talmente considerevoli che si va dall’uno all’altro rischiando di passare distrattamente davanti ad altre opere ignorandone l’importanza.

Tra queste il dossale di Vigoroso da Siena, proveniente dalla chiesa perugina di santa Giuliana, con la Madonna col Bambino e i Santi Maria Maddalena, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Giuliana.

L’importanza di questo dossale, oltre che dalla sua qualità, è data dal fatto d’essere l’unica opera dell’autore arrivata fino a noi firmata e datata. In passato si pensava fosse del1280, mentre da un recente restauro è risultata essere del 1291. Firma e anno d’esecuzione che fanno del dossale perugino il punto di riferimento certo per attribuzioni e datazione delle altre opere attribuite a Vigoroso.

Ma è un’opera d’arte che parla di sé e del suo tempo non solo per la firma e la data. La descrivono anche la sua forma, le cui cinque appuntite cuspidi anticipano i polittici trecenteschi, e le sue figure. Tra queste l’Eterno della cuspide centrale è il meglio conservato, invece in quelle sottostanti il colore, in particolare nelle Madonna e nei santi a destra, risulta abraso probabilmente per puliture troppo energiche, cosa che ha reso visibile e comprensibile la tecnica usata per evidenziare le guance con placche rossicce messe prima della dipintura. Mentre gli incarnati tendenti allo scuro denotano una conoscenza diretta da parte di Vigoroso di opere del primo Cimabue come il Crocifisso di Santa Croce a Firenze o la Madonna al Louvre di Parigi.

Ciò fa supporre una formazione su precoci opere cimabuesche di Vigoroso che, senese non per nascita ma per averne ottenuto la cittadinanza, potrebbe essere originario di Firenze e che, una volta insediatosi a Siena, insieme al giovane Duccio Boninsegna abbia contribuito alla nascita della corrente cimabuesca senese.

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