NATALE. LA 48 ORE IN COMPAGNIA DEI PARENTI

 

DI LUCA COLANTONI

Arriva Natale, dobbiamo essere tutti più buoni e soprattutto contenti…

Contenti? C’è chi odia queste feste per tutta una serie di ragioni, personali o meno. C’è chi non ha lavoro, chi non è felice, chi proprio affronta il Natale con lo spirito del Grinch e odia qualsiasi cosa abbia la forma di pacchetto regalo. E poi, parliamoci chiaro, queste feste altro non sono che il solito festival del consumismo. Tutti alla ricerca del regalo più grande per fare bella figura, del panettone più grosso, dei ninnoli da mettere sull’albero, sì, i ninnoli… le palle… diciamo pure le nostre di palle e di tutti quelli che proprio non amano queste situazioni, specialmente in questo momento in cui continua anche ad esserci la crisi… e che crisi !!!

E poi, le case dell’italiano medio a Natale si riempiono di parenti: zii, zie, cugini, cugine, nipoti, nonni, pro zii, pro zie, vicini di casa, affini e collaterali, tutta gente che solitamente durante l’anno vedi solamente per tre motivi: matrimoni, feste comandate o funerali. Talmente tanta gente che per capire chi hai invitato chiedi al portiere di consegnare all’ingresso i badge con nome e foto.

In ogni caso ci siamo. Tutto inizia la mattina del 24 e ci si stranisce già durante la colazione con i soliti discorsi:“oggi è vigilia, non mangiare la cioccolata e mi raccomando, a pranzo si mangia il pesce e non la carne”. Ti viene spontaneo chiederti: ma se mi mangio una salsiccia o due cucchiai di Nutella, a chi posso dare fastidio? E’ una cosa mia, lo faccio pure di nascosto, ma chi mi vede?

E vabbè, ci passi sopra, digiuni a pranzo e cerchi di andare avanti perchè la giornata è lunga. Cominciano ad arrivare gli invitati per il cenone: un esercito di persone affamate, di quelle che aspettano solo il Natale per abbuffarsi e che da metà novembre stanno a dieta con insalate e barrette di cereali per non rovinarsi l’appetito. Ovviamente si mangia pesce, ma così tanto che ormai la spesa per questi giorni va fatta all’ingrosso e con ogni mezzo, lecito e non. Pare ci sia gente che ha preso in affitto 200 metri quadri di Mediterraneo per avere il pesce fresco e donne che hanno allacciato relazioni sentimentali con i pescatori di Fiumicino pur di avere a tavola delle primizie. Mariti rimbambiti di sonno costretti ad alzatacce terrificanti solo per… “andare per primi in pescheria e prendere i gamberoni…” !!!… Una follia… la stessa, lucida follia, dei ritardatari dei regali, quelli che dentro un centro commerciale spingono, imprecano, corrono… insomma, degli invasati travestiti da Babbo Natale !!!!!

Ma torniamo alla cena, anzi al dopo-cena che è meglio. La parte che riguarda i regali. Solitamente se ne vedono di tutti i colori: “Caro zio,ti ho regalato un Cardigan”, con lo zio in questione che pensava fosse un cane da riporto e solo dopo aver aperto il pacchetto ha esclamato:“ah, è un maglione con i bottoni”. Beata ignoranza...

Ma non è finita. C’è la solita zia che si avvicina al nipote e gli dice: “La cultura è importante, eccoti un bel libro”. Con il nipote pronto a scartare, ridere e ringraziare per educazione, ma a pensare: “Zietta adorata ti voglio bene, ma a 45 anni, che cultura mi devo fare ancora con … I Tre Moschettieri?”

Finita? Nemmeno per idea. C’è l’invenzione più bella da quando l’uomo inventò il regalo: la busta con i soldi della nonna. Sono anni che sentiamo che con l’euro è aumentato tutto, per esempio, quelle che erano 5 mila lire, adesso sono 5 euro. La nonna prima regalava 50 mila lire, quindi ti aspetti 50 euro. Macchè, apri la busta e dentro c’è un pezzo da 20 euro uno da 5 e nell’ordine 50, 20 e 10 centesimi. E allora pensi che le nonne sono effettivamente la vera risposta al problema dell’euro e alla crisi in corso…!!!

Chiuso a fatica il 24, il peggio deve ancora venire. I preparativi per il 25 dicembre iniziano un mese prima, le donne di casa si riuniscono tipo setta segreta per decidere ricette e menù, non si perdono una puntata della Prova del Cuoco, comprano i libri di Benedetta Parodi, guardano tutte le trasmissioni di cucina del digitale terrestre e non ti dicono quello che faranno nemmeno sotto tortura. Ma tanto, poco importa perché gira che ti rigira, sono sempre le stesse cose… da anni !!!

In ogni caso vince la curiosità. Uno si alza la mattina e nell’entrare in cucina le vede tutte indaffarate nemmeno stessero sperimentando la scissione dell’atomo, ti guardano e ti fulminano con un“Che vuoi???”. In quel momento pensi che ad una tavolata insieme ai capi di Al Qaeda saresti stato trattato meglio. Ripassi per la cucina poco dopo e tutte le donne di casa hanno la faccia distrutta. Pensi sia successo qualcosa di grave, il giorno di Natale, qualcosa che rovina la festa. Provi a chiedere e ti senti rispondere che la “besciamella ha fatto i grumi e che la maionese è impazzita, oddio adesso come si fa”.  Ma sono loro ad essere impazzite e non lo sanno ancora … !!!

La tragedia continua al momento di apparecchiare la tavola. La cosa peggiore è il temibile doppio tavolo, uno per i grandi e l’altro per i piccoli. Nemmeno il Ku Klux Klan discriminava le persone in questo modo e il brutto è che i figli, di solito, sono sempre relegati in quel tavolo, anche se hanno 30 anni …

Alla fine si mangia, ovviamente tutti i segreti vanno a farsi friggere perché ci si accorge che il menù è lo stesso da circa una ventina d’anni e alla fine tra dolce, caffè e ammazza caffè, si cominciano a contare i superstiti.

Finito? Macchè, si sparecchia la tavola, si lavano i piatti, si gira il mollettone della tovaglia che da bianca, diventa verde: si gioca a carte!!!! Un comodo sette e mezzo? No, il cattivo di turno si alza ed esclama: “giochiamo a Bestia”, ovvero il gioco dell’infamità … tutti contro tutti.

Uno dei momenti topici è quando sul piatto ci sono una cinquantina di euro. Comanda coppe, hai il 3 secco e bussi. Sei di mano, senti la vittoria in pugno e bussa solamente la solita nonna che sembrava mezza addormentata. Cambi due carte, non ti entrano altre briscole ma ti entra un carico. Ostenti sicurezza di fronte alla vecchia. Ti lanci, parti con il carico a denari e la nonna che fa, ti mangia con il 2 di coppe. Tu tenti il tutto per tutto con il 3, lei butta il 5 a spade con te che avevi il 4. Nonna ha vinto, ed ha il coraggio di esclamare: “E’ il gioco” !!! Tutto questo mentre vorresti tirarle una sedia …

Giocando giocando arriva l’ora di cena e dal tavolo parte la domanda retorica: “Qualcuno cena?” Eppure c’è chi ha il coraggio di dire sì. Leggende popolari parlano di gente che si è messa seduta a tavola il 24 e si è rialzata a Santo Stefano.

Verso mezzanotte arriva l’ora dei saluti, qualcuno si lascia prendere dai sentimenti e dice senza ritegno:“Come siamo stati bene, dovremmo organizzare più spesso”. Tanto il più spesso si ridurrà al prossimo 24/25 dicembre, dopo un anno.

Nel frattempo si va a letto e finalmente si può ricordare, e urlare al cielo, quella che forse è la più bella frase tratta da un film:

“E pure sto Natale…se lo semo tolti dalle palle”… !!!

Già, arriva Natale, dobbiamo essere tutti più buoni e soprattutto contenti … ma è sul serio così necessario?