LIBRI. ESPLODE CON UN RITARDO DI DIECI ANNI LA POLEMICA SESSISTA

DI ELENA PINTORE

Nei giorni scorsi è esplosa una polemica che coinvolge il mondo della scuola, ma a farne le spese stavolta non è la Buona Scuola e neanche i tagli alle tredicesime degli insegnanti.

A creare scompiglio infatti è il libro “I verbi canterini “edito da MelaMusic e in particolar modo il capitolo dedicato all’insegnamento dei verbi.

Il libro è uscito nel 2007 ma solamente nei giorni scorsi, una madre di Milano si è soffermata ad una attenta analisi del contenuto oggetto di insegnamento nelle scuole.

Lo scompiglio originato dalle mamme in realtà sembrerebbe avere un effetto ritardato di una decade, ma sui social la polemica trova terreno fertile, le motivazioni di una presa di coscienza ritardata sarebbero imputabili ad una diversa etica sociale, una sensibilità che dieci anni fa non era cosi sviluppata e forse non aveva una cassa di risonanza cosi accessibile.

La vacanza dei verbi, recita e canta anche in audiobook: “La mamma lava, stira, cucina mentre canticchia una canzoncina. Il babbo invece gioca a pallone, fuma la pipa il nonno Gastone”

Come spesso accade il veicolo della polemica corre sul web e anima le discussioni dei gruppi all’interno dei più famosi social, ed è qui che le donne 2.0, naviganti del web e forza attiva all’interno dei gruppi social, rispetto a dieci anni fa hanno sviluppato una sensibilità e una coscienza diversa dalla donna che lava-stira-cucina-cuce .

Alcuni commenti di coloro che si sentono oltraggiate non ritengono che il testo possa ritenersi educativo e dovrebbe esserne impedita la divulgazione all’interno delle scuole.

Alcuni commenti sui social: “ Impedisce di superare i soliti stereotipi, tanto cari ad un certo mondo conservatore dei cosiddetti valori tradizionali” e ancora “crea dei ruoli prestabiliti e sessisti” .

Bisogna opporsi in virtù dell’art. 3 della Costituzione, di innumerevoli normative, di circolari scolastiche, ect. L’educazione infantile ed adolescenziale riveste un ruolo di primaria importanza, attraverso cui passano le misure contro la violenza sulle donne.”

Oggi le donne hanno acquisito un ruolo meno marginale e più attivo nella società, nel mondo del lavoro cosi come nella famiglia e si rifiutano di fare passi indietro e perdere il terreno guadagnato nella lotta di determinazione del ruolo della donna.

L’editore, suo malgrado, ha giustificato il messaggio educativo del libro, negando la stereotipizzazione dei ruoli ma al contrario ha tenuto a precisare che il testo è il frutto del lavoro di una insegnante, una professionista donna per l’appunto, che ha elaborato un piano educativo destinato esclusivamente all’insegnamento della lingua e grammatica italiana in un modo semplice e intuitivo senza voler creare invece dei ruoli sociali .

Sempre l’editore, ritiene che il metodo di insegnamento non debba essere cambiato ma ammette che come per tutti i percorsi formativi sia necessario un aggiornamento per rendere il testo più attuale.