POVERI DIAVOLI E POVERI CRISTI

DI: MARINA POMANTE

Ne abbiamo di problemi noi, che voi umani…
Intanto che trascorrono queste ultime ore dell’anno e passiamo ad archiviare la 17esima Legislatura, che per gli amanti della Cabala è tutto dire…
Continuiamo ad ascoltare dalla TV e leggiamo sui quotidiani, quanta preoccupazione esprimono i nostri rappresentanti politici per i poveri, per quelli che sono nati qui ma per ora resteranno stranieri, per gli aspiranti alla pensione che malgrado i loro sforzi per raggiungerla, continua ad allungare il passo, per i disoccupati, per quelli che aspettano che sia il loro turno per fare una lastra, per i padri di famiglia che sopravvivono cercando tra i rifiuti, perchè loro, il lavoro ce l’avevano, ma poi… E adesso sono un po’ troppo vecchi per candidarsi ad un impiego! Ma che si aspettano mai questi ultracinquantenni? Che pretese hanno questi qui? Mica vorranno che un’azienda qualsiasi li preferisca ad altri più giovani o in svantaggio sociale o sotto regime di mobilità? Il DONATORE di lavoro dovrà pure guardarsi i suoi interessi, o no? E poi la Legge lo incentiva e gli “sgravi fiscali” mica son fatti per i vecchi!
Ci siamo appena prodigati in donazioni per la Ricerca, col patrocinio di Telethon e alcuni invece, aspettano ricostruzioni e casette, nelle zone investite dal freddo e dal maltempo, ma insomma cosa pretendono costoro? E’ dicembre no? quindi è ovvio che faccia freddo. Ma tanto quelli, si lamentavano anche d’estate.
Probi sindaci, preoccupati del decoro, provvedono a “rimuovere” dall’occhio del passante ingombranti visioni deturpanti di barboni (o clochard che fa più figo) che inquinano il bell’aspetto della città in festa e delle luminose vetrine imbandite e colorate.
Altri, più accorti, escogitano sistemi per dissuadere dall’uso improprio delle panchine pubbliche evitando così che i barboni (ancora quelli) ne facciano un giaciglio per dormire e così questi accorti amministratori, fanno istallare sulle panchine nei giardini ben curati e a ridosso dei monumenti, dei maniglioni ad arco che impediranno a chiunque di potersi sdraiare.
Non è che i sindaci non vogliano far dormire quei “poveri diavoli”, è solo che non vogliono che lo facciano sulle panchine, il decoro urbano ha le sue regole..(!)
Ci sono poi quelli che vestendo la carica di Primo cittadino, sentono l’obbligo di scacciar via addirittura chi si azzarda a portar cibo ai senza tetto. Come biasimare tale provvedimento? Non è che le piazze o le scalinate delle chiese possano essere ridotte ad una sorta di campeggio all’aperto… Un bravo sindaco, deve necessariamente evitare che ciò accada e se quei barboni, sporchi e maleodoranti, vogliono per forza mangiare qualcosa, che vadano altrove… Ma poi, altrove dove? Chissà se tra questi cittadini fieri di aver contribuito alla “pulizia” della città da questi “miserabili”, ce n’è qualcuno che abbia mai vissuto sulla propria pelle disagi economici e un degrado esistenziale? Ma poi questi cittadini, questi “poveri cristi” che antepongono l’apparenza alla solidarietà penseranno mai che potrebbe capitare anche a loro una situazione simile?
In questo anno che termina c’è stata e c’è, l’annosa questione del reddito di inclusione o di cittadinanza o reddito minimo garantito o ancora reddito di dignità, di sopravvivenza, di esistenza in vita, di tolleranza, di appartenenza o di che cavolo ne so’… Sembrerebbe che ogni Partito sgomiti per imporre il proprio, ma alla luce dei fatti, i senza reddito aumentano e continuano ad attendere che l’italia provveda a loro (come dev’essere scritto da qualche parte nella Costituzione).
Ma le risorse non mancano certo, basta andare alla Caritas e mettersi in fila e una volta al mese si può riuscire a portarsi a casa una bella busta di plastica, piena di pasta, riso, scatolette di fagioli e quando si ha fortuna, addirittura si può ottenere anche un paio di buste di latte e dello zucchero con un bel pacco colorato di biscotti da inzupparci dentro. Beh questi “poveri diavoli” dall’aria mesta e mortificata, non possono davvero lamentarsi, per qualche giorno, hanno un pasto assicurato e lo hanno gratis! Raccontano gli operatori della Croce Rossa e della Caritas, che non molto tempo fa’ le file in attesa di raccimolare “vettovaglie” erano per lo più formate da cittadini immigrati e di italiani ce n’erano ben pochi, oggi la composizione delle “file” mostra una eterogeneità tra italiani e stranieri, indice di una povertà crescente.
Ma il Paese è in ripresa, lo giurano in tanti e cercano di convincerci che è vero! Con l’anno che verrà saremo tutti più ricchi e anche più belli e i “poveri” via via, spariranno! Già spariranno dalla vista e magari qualcuno noterà la loro assenza e si renderà conto che il Paese è davvero in ripresa, no? Col nuovo anno, avremo addirittura le elezioni politiche, col conseguente lungo periodo di promesse straordinarie che non saranno mai mantenute…
C’è però una cosa che consolerà tutti e farà sì che ognuno possa buttarsi alle spalle le preoccupazioni quotidiane, il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, sarà rassicurante e pacato, sobrio e cortese, ma sarà anche un monito per chi non si comporta bene, per chi si lamenta, per chi non si allinea diligentemente e continua ad accampare disagi e malcontento. Il Presidente, figura più in alto del Paese, ci racconterà cosa è successo e cosa succederà e noi tra uno sbadiglio ed un morso al panettone continueremo a pensare ai casi nostri senza smettere di preoccuparci per il futuro.