E SE LA SORPRESA DEL 2018 FOSSE IL M5S CON LIBERI E UGUALI?

DI CARLO PATRIGNANI

E se la sorpresa del 2018, tanto temuta e osteggiata dall’establishment culturale, politico, finanziario e mediatico, fosse il M5S con l’aggiunta della new entry di Liberi e Uguali? Mai dire mai.

E fossero gli under 35 – quelli che, a valanga, il 4 dicembre 2016 risposero NO al referendum sulla riforma costituzionale fortemente voluta e imposta dall’allora Premier del Pd Matteo Renzi, i protagonisti della sorpresa 2018? Mai dire mai.

Basta volger lo sguardo a quel che è successo nell’ultimo anno nel Regno Unito e negli Usa per accorgersi che sono stati proprio i movimenti giovanali  a far decollare la rivolta contro l’establishment intrapresa da due vegliardi signori, il leader laburista Jeremy Corbyn e il socialista Bernie Sanders. 

E’ stato il movimento giovanile imprevedibile e incontrollabile a produrre nelle due ricche potenze mondiali, uno sconquasso di così vaste proporzioni da portare l’Oxford Dictionary a decretare parola dell’anno 2017 youthquake, ossia terremoto giovanile, che evidenzia la capacità dei giovani di influenzare e persino di guidare i cambiamenti politici […] è una parola di estrazione politica ma che offre una forte nota di speranza.     

Non solo, ma dopo youthquarke ne vengono altre due assai significative: antifa, per dire dei movimenti giovanili uniti nella lotta e nell’opposizione al fascismo e a altre ideologie di destra, razziste e xenofobe e broflake per indicare lo sgomento, lo sconvogimento di chi non sopporta e non tollera idee e atteggiamenti progressisti.

Bene, se dopo l’eclatante vittoria dei NO al referendum del 4 dicembre non s’è visto l’Armageddon –  il giudizio finale – paventato dall’establishment, si può dire che lo stesso accadrà il 4 marzo se dal voto verrà fuori la sorpresa di una inedita accoppiata M5S-Liberi e Uguali.

Sarà la smentita all’assunto scalfariano che la Politica pretende la governabilità e non la morale, ossia che quel che conta è il governo, il potere per il potere, e non principi e valori – uguaglianza, libertà, giustizia, benessere psico-fisico, convivenza civile – che la Politica traduce in atti concreti.

Tocca al M5S far sue le parole youthquarke, antifa, broflake, che hanno fatto le fortune di Corbyn e Sanders, e su di esse costruire un modello di società alternativo all’esistente per cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri: è una sfida culturale e politica gigantesca ma non impossibile per il giovane Luigi Di Maio.

Se lui e il M5S lo vorranno, potranno contare sull’esperienza di un nutrito gruppo di politici navigati che hanno avuto il coraggio di metter in discussione un patto, quello del Nazareno, già bello e imbandito.