PER IL LEGHISTA , MEGLIO IL PADRE MORTO CHE UN INFERMIERE STRANIERO IN CASA

DI RAFFAELE VESCERA

“Marocchino di m…. lascia la barella, tu non entri in casa mia.” Con queste e altre parole offensive, Giampiero Borzoni, che a Vercelli è segretario della Lega Nord e consigliere comunale,  impedisce l’ingresso in casa a uno dei due operatori della Croce Rossa, chiamata per soccorrere suo padre, mettendo a repentaglio la vita del genitore. L’infermiere, di origini nordafricane, che lavora da sei anni regolarmente nella locale struttura sanitaria, lo denuncia portando ai carabinieri la registrazione degli insulti. Il leghista, sotto inchiesta della Procura, chiede scusa, asserendo che i suoi non erano insulti razzisti, ma sfoghi conseguenti allo stress per le condizioni del padre. Di più, aggiunge che la Lega Nord non sarebbe un partito razzista. 

Come non ricordare certi tipi che aprono la bocca per dire “Io non sono razzista, ma i negri li brucerei tutti.”? E come non ridere del Pd di Vercelli che, invece di smascherare la vera natura della Lega, chiede al segretario provinciale di dissociarsi dal gesto di Borzoni, come se questa Lega fosse cosa diversa dal suo rappresentante vercellese? Questa Lega è una vergogna, cantava l’immenso Pino Daniele, una vergogna che non avrebbe fatto strada senza la collaborazione e la complicità dei partiti nazionali che la usano per fare il lavoro sporco, prima in chiave antimeridionale e ora  anti immigrati.

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/12/29/news/vercelli_il_segretario_della_lega_insulta_l_autista_del_118_che_soccorre_suo_padre_marocchino_di_m_denunciato-185457692/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P6-S1.8-T1

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