RENZO ULIVIERI. UN UOMO A SINISTRA

DI VINCENZO SODDU

Un uomo a sinistra, potrebbe essere il titolo della vita di Renzo Ulivieri, allenatore per cinquanta lunghi anni di una carriera ricca di soddisfazioni ma anche di gesti significativi e spiazzanti, e da alcuni anni presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio. Come quando, nell’estate del 2011, si è incatenato ai cancelli della FIGC per sostenere la reintroduzione dell’obbligatorietà del patentino di tecnico nelle serie minori.
Da sempre iscritto al Partito Comunista italiano, di cui è stato consigliere comunale e assessore, ha aderito ai Ds e quindi al PD e a SEL. Un percorso che ha messo in luce la ricerca di riferimenti a sinistra che con il passare degli anni sono sempre più venuti a mancare.
L’allenatore toscano è da sempre uno spirito libero ed evidentemente ha scelto diversamente rispetto a molti suoi compagni della galassia della sinistra italiana, maggiormente legati a bandiere ormai prive di significato.
Con SEL è stato candidato al Senato, sfiorando l’elezione a Palazzo Madama, dopo essere stato anche coordinatore locale a San Miniato, suo paese natale, del partito guidato da Nichi Vendola.
Ora, però, anche lui, dopo che il suo partito è confluito in SI, parte della lista “Liberi E Uguali”, ha stupito tutti passando, con un post su Facebook, su posizioni più radicali.
“Ho provato a spiegarmelo. Anche razionalmente.
Sto con Liberi e Eguali, il cosiddetto PD2, perchè più forza prende e più riuscirà a spostare a sinistra l’azione politica del PD1. Solo che per me l’interesse per la politica è sempre stato accompagnato da passione, sentimenti, emozioni. Mentre facevo questi pensieri, emozione zero. Ho scelto Potere al Popolo, e sarò lì. Non è per il gioco a fare a chi è più di sinistra, che è gioco sciocco. Non è questo il punto: la scelta riguarda il tipo di società nella quale vogliamo vivere. E allora o si è di sinistra o non lo si è.”
Parole pesanti, come macigni, per chi a sinistra è sempre stato, che spingono a riflessioni serie, visto il profilo del personaggio. A cominciare dal Direttivo di SEU.
Certo, non è la prima volta che l’allenatore toscano assume atteggiamenti in contrasto tra loro, come quando ha tuonato contro il Presidente del Coni Giovanni Malagò, reo d’averla pensata come milioni di altri italiani sulle responsabilità di Tavecchio nella disfatta della Nazionale italiana.
Ma qui pare invece che Ulivieri voglia indicare ancora una volta piuttosto la necessità di una ricerca coerente che porti a un percorso politico più consapevole.
Ci sembra. Perché, in ogni caso, come ha sempre sostenuto lo stesso Ulivieri “avere delle opinioni è necessario, è doveroso”.