E’ NATO IL PERÙ BAMBINO

DI BARBARA PAVAROTTI

Se continua così, qualcuno comincerà a pensare che non è più il caso di mandare i propri figli a scuola. Alla primaria Beato Odorico da Pordenone di Zoppola, comune friulano, una maestra ha fatto sostituire in una canzoncina natalizia il nome di Gesù con Perù, per non urtare la sensibilità dei bambini islamici. La canzone è “Minuetto di Natale”, in cui Gesù viene evocato spesso e necessariamente e, pur nelle sue varie versioni, contiene frasi come queste: “ci ispira il grande cuore di Gesù”, “sorrido al Gesù bambino”, “il piccolo Gesù”, “viva, viva Gesù bambino”. Sostituite il nome di Gesù con Perù e l’effetto è paradossale. Un non senso, un assurdo gioco di parole completamente privo di significato. I bambini di otto anni non si sono posti molto il problema imparandola a memoria e cantandola tutti in coro, ma i genitori di due fratellini, sentendola canticchiare a tavola, sì. Gesù era sparito per lasciare il posto a uno stato sudamericano, il Perù, scelto solo per l’assonanza, quattro lettere con l’accento finale.

E stavolta non sono stati nemmeno gli scolari musulmani o i loro genitori a chiedere la variazione. E’ stato lo zelo di una maestra, una sua iniziativa personale non comunicata nemmeno alla dirigente scolastica. La quale, fortunatamente, non si è dichiarata d’accordo con l’insegnante, ma ha anche detto che “se si ritiene che certi testi possano arrecare disagi a qualcuno, si devono scegliere canzoncine senza determinati riferimenti”. Insomma, si può parlare del Natale e cantarlo senza nominare Gesù, il che è decisamente impossibile visto che quel giorno se ne celebra, appunto, la nascita.

Tanto vale abolirlo questo Natale, no? Se deve essere solo una festa consumistica senza la sua profonda natura religiosa, per non far dispiacere ai credenti di altre religioni, non ha il minimo senso. Strano che qualcuno in Parlamento finora non ci abbia pensato con una proposta di legge ad hoc pro minoranze. Per fortuna la legislatura è finita e per un po’ stiamo tranquilli.

La maestra, comunque, ha ammesso di avere sbagliato e ha promesso di non farlo più. Conseguenze disciplinari? Zero. Solo un richiamo verbale perché, ha detto la dirigente, “le sanzioni previste dall’ordinamento didattico, a mio parere, devono essere applicate per situazioni più gravi”.

Infatti non è grave cancellare la nascita di Gesù, in fin dei conti mica siamo in un paese cattolico ormai. E’ grave, gravissimo, invece, offendere la suscettibilità di chi crede in altre religioni. Infatti quel poveretto del professor Pietro Marinelli, che a Corsico (Milano) ha osato criticare l’Islam a scuola, prima di una lezione sull’isis, non solo fu sospeso con decurtazione dello stipendio, ma poi anche denunciato con l’accusa di discriminazione e odio razziale.

Via, inizia il nuovo anno e cantiamo tutti in coro: ”Viva il Perù bambino”. Un ritornello destinato a sfondare. A proposito: c’è ancora qualcuno che manda i propri figli a una scuola intitolata a un frate proclamato beato? No, perché, se vogliamo essere pignoli, anche il nome dell’istituto “Beato Odorico da Pordenone” non va bene e andrebbe cambiato. Troppo religioso, cattolico per di più.

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